di Dario Urselli – È prevista per oggi la posa della prima pietra di un’opera
che, se portata a termine, cambierà la geografia dei trasporti marittimi mondiali. Si tratta della costruzione di un canale interoceanico lungo 280 kilometri che attraverso il Nicaragua unirà l’oceano Atlantico con l’oceano Pacifico, entrando così in competizione con l’esistente Canale di Panama per il quale si stanno concludendo i lavori per la sua espansione.
L’opera, fortemente voluta dal Presidente nicaraguense Daniel Ortega e dal costo stimato di circa 50 miliardi di dollari, è in gran parte finanziata da investitori esteri. Sarà infatti la società cinese HKND Group ad iniziare i lavori che dureranno 5 anni, per poi gestire il canale per i successivi 50 anni.
“I nicaraguensi riceveranno quest’anno un grande regalo di Natale”, ha dichiarato Paul Oquist, Segretario del Presidente Ortega per la Politica Nazionale. “Un’opera – ha continuato il Segretario – che consentirà al paese di raddoppiare il Prodotto Interno Lordo e di sradicare la povertà estrema”.
Allo stesso tempo, però, è iniziata da qualche giorno una forte protesta delle comunità contadine che si trovano lungo il tracciato, preoccupate per l’impatto che l’opera avrà da un punto di vista agricolo e ambientale. Il tracciato del nuovo canale attraverserà infatti alcune delle zone più importanti del paese da un punto di vista ambientale, incluso il Gran Lago Nicaragua, principale fonte di acqua potabile per tutta l’America Centrale.
I critici verso la realizzazione di quest’opera insistono nel sottolineare che la posa della prima pietra è solo un atto simbolico del Presidente volto a nascondere le falle del progetto, che in realtà non sarà altro che una fonte inesauribile di corruzione. Oltre all’impianto principale, l’opera prevede la realizzazione di numerosi progetti correlati, tra cui due porti, due sistemi di chiuse, un aeroporto, strade, fabbriche di cemento e acciaio. E’ altrettanto vero, però, che il continuo aumento del trasporto marittimo internazionale, soprattutto con portacontainer mercantili di dimensioni enormi anche per le chiuse del Canale di Panama, è in costante aumento.
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