Biblioteca universitaria, trasloco infinito. Pellerano: “Vicenda surreale”

«La vicenda della nuova biblioteca universitaria nell’ex hotel Columbia di Lorenzo Pellerano 2via Balbi 40, a due passi dalla stazione ferroviaria di Principe, è emblematica della poca attenzione riservata da alcune Istituzioni alla cultura nella nostra città, città che proprio ieri – nel silenzio delle massime autorità locali – ha incassato il definitivo declassamento del proprio Archivio di Stato. Non una voce che si sia alzata a difesa dell’archivio di una gloriosa Repubblica Marinara, dove sono conservati documenti dell’anno Mille, uno dei primi archivi notarili e la documentazione della prima banca al mondo, il Banco di San Giorgio».

Questo il commento di Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, che questa mattina ha discusso un’interrogazione urgente all’assessore alla Cultura Berlangieri per conoscere lo stato dell’arte dei lavori di restauro ed allestimento della nuova biblioteca universitaria nell’ex hotel Columbia.

«Il declassamento dell’Archivio di Stato è solo l’ultimo atto che colpisce al cuore il prestigio, la storia e la cultura della nostra città – dice Pellerano – e sarebbe doverosa una profonda riflessione da parte di una certa parte politica sulla gestione del nostro prezioso patrimonio culturale che negli ultimi anni ha subito un progressivo ed inaccettabile declino. La vicenda della nuova biblioteca universitaria è emblematica. La sede di Via Balbi 40 oltre ad ospitare quasi un milione di volumi – di cui 200 mila “a scaffale aperto”, ossia a libero accesso – dovrà dare giusto lustro alla raccolta di circa 25 mila libri donati alla città dal poeta genovese Edoardo Sanguineti. Un patrimonio culturale da conservare con cura e di sicuro richiamo per studiosi e appassionati da ogni parte del mondo che – se adeguatamente valorizzato e promosso – può rappresentare un’attrattiva di primo piano per la città. Peccato che la nuova biblioteca, nonostante i tanti denari spesi e ancor prima della propria completa inaugurazione, sia stata minacciata da infiltrazioni, muffe e fenomeni di allagamento che fanno sorgere concrete preoccupazioni circa la migliore conservazione di documenti e libri che in alcuni casi provengono dal primo nucleo della biblioteca, realizzato dai padri gesuiti fin dalla prima metà del 1600 nella sede “storica” di via Balbi 3».

«Ancora non sappiamo quando la nuova sede biblioteca sarà fruibile al pubblico, o meglio quando tutti i libri saranno finalmente trasferiti – con le procedure, gli accorgimenti e le precauzioni del caso – negli scaffali e nei magazzini dell’ex Colombia. Sulla vera inaugurazione, inizialmente annunciata per l’autunno di quest’anno, ancora non si hanno certezze. Ricordo che i lavori di ristrutturazione e trasformazione dell’ex hotel in biblioteca – avviati nel lontano 2004 – hanno richiesto un investimento di oltre 26 milioni di euro stanziati dal ministero dei Beni Culturali e si sono resi necessari poiché la sede storica in via Balbi 3 non assicurava più lo spazio sufficiente ad ospitare i volumi. Il collaudo definitivo dei lavori risale al 2012».

«È evidente che – a dir poco – qualcosa in questa vicenda non ha funzionato, se non altro sotto il profilo della programmazione, dei tempi di realizzazione dei lavori e del trasferimento del patrimonio librario. Oggi però occorre guardare avanti e fare – ognuno per la propria parte – quanto possibile per portare a compimento questo grande intervento: occorre mettere in sicurezza il patrimonio librario e restituirlo al più presto alla fruizione dei professori, degli studenti, degli appassionati, dei genovesi. Anche se sono ben consapevole che la Biblioteca Universitaria è di competenza del Ministero della Cultura ho proposto all’Assessore Regionale di promuovere un incontro sull’argomento a cui possano partecipare tutte le parti interessate: Sovrintendenza Regionale, Regione, Comune, Università ed anche una rappresentanza dei professori e degli studenti che avevano promosso una raccolta firme. Solo con il contributo di tutti si potrà rilanciare al meglio un’istituzione culturale nata quasi quattro secoli or sono. Colgo con piacere il fatto che l’assessore Berlangieri abbia condiviso la mia iniziativa, sono fiducioso che potrà dare buoni frutti», conclude Pellerano.