Alluvioni Liguria, Appello di Italia Nostra: “riscrivere il regolamento-vergogna regionale n. 3 del 14 luglio 2011″

«Trascorse le settimane delle sterili polemiche del giorno dopo sulle Punti interrogativiprevisioni meteo, con il continuo mantra della “messa in sicurezza” (traduzione dal politichese: ancora muraglioni in cemento armato per restringere le sezioni degli alvei dei torrenti), l’associazione ambientalista Italia Nostra punta i riflettori su quella che ritiene la vera mala-gestione dei corsi d’acqua».

«Non si può sempre banalizzare il problema – sostiene l’associazione – con slogan farlocchi sulla “pulizia” dei torrenti, come se la vere “sporcizie” fossero la vegetazione riparia che attenua l’erosione spondale , o le sabbie nei tratti terminali che alimentano la persistenza delle spiagge, e non già la cronica vicinanza dei manufatti da rivi e torrenti, e la continua edificazione negli alvei o a ridosso di questi, di cui in Liguria siamo campioni nazionali. Si è persino data la colpa al TAR per l’esondazione del Bisagno, ma sempre a proposito di TAR sono solo le associazioni ambientaliste come Italia Nostra a restare in contenzioso con la Regione Liguria per il famigerato regolamento regionale n. 3 del 2011 . Va assolutamente rivisto questo provvedimento-vergogna che, tra i punti più controversi, contempla la possibilità di creare discariche previo tombinamento dei rii e deroghe alla distanza minima dalle sponde per l’edificazione (riduzione delle fasce di inedificabilità assoluta sino a 5 metri, che possono arrivare a tre nei centri urbani, rispetto ai canonici 10 metri fissati nel lontano 1904 su base nazionale dal ……Regio Decreto n. 523)».

«Inutili i tentativi ambientalisti nel 2011 di instaurare un dialogo sull’argomento con la Giunta Regionale, che fece spallucce.  Nel frattempo un deprecabile emendamento alla Legge di Stabilità, già votato a Montecitorio, proroga per tutto il 2015 la possibilità di usare ancora almeno il 50% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei Comuni. Si vuole perpetuare così un meccanismo perverso (più nuove costruzioni, più introiti per i Comuni) che ha contribuito a distruggere il nostro territorio», conclude la nota di Italia Nostra.