Ad Andora in mostra una piccola collezione di “Falsi preistorici”

Una piccola collezione di “Falsi preistorici”, realizzati con meticolosa ANDORA_MOSTRA FALSI PREISTORICIprecisione dagli studenti della VB della scuola Primaria San Giovanni di Andora, sono in mostra nella Biblioteca di Andora che ha dato spazio ad un progetto didattico realizzato dalle maestre, che è anche un esempio di integrazione.
I cartellini che presentano le riproduzioni fedeli di zappe, collane, asce, pugnali ed asce, sono scritti sia in italiano che in braille. Fra gli scolari della classe che li ha fatti c’è, infatti, anche una bambina non vedente che, nei cinque anni di elementari ha sempre potuto dare il suo contributo ad ogni progetto svolto ed ha appreso le materie al pari dei compagni.
Un esempio di una didattica inclusiva, realizzato dalle maestre Maria Marchiano, Maria Sabatelli, Maria Cristina De Masi, Simona Pagano e dall’educatrice Adriana Pace in cui ogni giorno insegnanti ed collaboratori sono chiamati a proporre le materie partendo da una prospettiva diversa.

“Insegnare con le dita è quello che stanno facendo i docenti – dice la maestra Maria Marchiano, – perché la didattica cambia: tutto è tangibile, costruito materialmente. Diventano protagonisti gli altri sensi: il tatto, il primo, ma anche l’udito, l’olfatto, il gusto. Le insegnati, con fantasia e creatività, affrontano ogni lezione in modo alternativo. Un modo di insegnare nuovo in cui tutti gli alunni riescono ad imparare bene le materie previste dalla programmazione e che ha ricevuto anche i complimenti dell’Istituto Chiossone di Genova che si dedica da anni alla didattica per i non vedenti. Il braille non è solo una scrittura per ciechi, ma un modo per esprimersi e studiare esattamente come quello più conosciuto e convenzionale. E’ stata un’esperienza didattica straordinaria che vuole attuare un’integrazione completa degli alunni con handicap ai quali si chiede una sola cosa : essere parte di un gruppo”.

Un’esperienza che ha dato i suoi frutti nel quotidiano e in progetti come quello dei “Falsi preistorici” che probabilmente sarà fissato in un libro che racconterà, con semplicità, un modo vincente di insegnare includendo.