Ghisolfo: “Il rilancio dell’agricoltura passa per Loano”

Il giovane loanese Marco Ghisolfo, consigliere comunale a Murialdo, è Marco Ghisolfo 3divenuto uno dei sette componenti della “Commissione per l’utilizzo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate” della Provincia di Savona.
«Sono felice che l’ANCI abbia indicato il sottoscritto come componente di questa commissione che ha il compito di occuparsi di un settore certamente strategico su cui è necessario aprire a livello nazionale un dibattito franco per approfondire i temi ad esso connessi», dichiara Ghisolfo: «L’agricoltura riveste un ruolo particolarmente importante nel tessuto dell’economia locale, nonostante gli effetti della crisi economica abbiano raggiunto anche la nostra provincia, spingendo i consumatori a ridurre le spese anche nel settore alimentare e generando la chiusura di diverse imprese agricole: non bisogna mai smettere di sottolineare come l’attività agricola, la pesca, la raccolta di funghi e di frutti del sottobosco rivestano un ruolo strategico per la nostra realtà e come siano intrinsecamente intrecciati con la bellezza dei nostri patrimoni ambientali e paesaggistici».
«Riavviare il settore agricolo, con tutto il suo bagaglio di antichi saperi e costumi, non porterà giovamento unicamente al settore stesso, ma potrà essere un volano anche per l’economia del turismo: in Italia nel 2011 il turismo enogastronomico ha sviluppato un giro di affari di circa 5 miliardi di euro e la nostra provincia potrebbe facilmente inserirsi con la sua ricchezza agroalimentare in questo settore. Favorendo il tessuto agricolo potremmo così aprirci anche a prospettive di carattere agrituristico in collaborazione con le imprese già presenti sul territorio e favorendone la nascita di nuove: creando da un lato nuovi posti di lavoro e dall’altro recuperando le campagne sempre più abbandonate. L’auspicio è quello che il legislatore nazionale provveda ad una tassazione dei terreni agricoli più favorevole e cerchi di incoraggiare l’ingresso dei giovani: si potrebbe ad esempio promuovere l’uso del cibo locale nelle scuole o comunque l’adozione di percorsi per la valorizzazione delle produzioni locali e per l’educazione al consumo di prodotti ottenuti a “km 0», conclude Ghisolfo.



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