Inaugurata nell’Ospedale S. Paolo di Savona “La stanza di Jacopo”

(fp) – Oggi, lunedì 29 settembre, presso il Reparto di Gastroenterologia 2 La stanza di Jacopo - Mamma Jacopo1dell’Ospedale S. Paolo di Savona (8° Piano del Monoblocco) è stata inaugurata ufficialmente “La stanza di Jacopo”, iniziativa che intende diffondersi su tutto il territorio nazionale e seconda esperienza per l’ASL 2 Savonese: già nell’aprile 2012 presso il reparto di Pediatria di Savona è stata infatti inaugurata la prima Stanza di Jacopo.
Questa mattina alla cerimonia  erano presenti, tra gli altri, il Vicesindaco di Savona Livio di Tullio, L’assessore Isabella Sorgini, Il Presidente ASSFAD Matteo Peirone, Il Presidente associazione Stanza di Jacopo Dott. Gabriele Lalatta Costerbosa, la mamma di Jacopo Fausta Tocchio, il Vescovo di Savona, l’ex primario gastroenterologia S.Paolo Prof.  Giorgio Menardo, la Direzione ASL 2  e l’Ufficio tecnico.

RobertoMichels

Il progetto è stato realizzato grazie alla sinergia e alla collaborazione tra le Associazioni La Stanza di Jacopo e ASSFAD (Associazione Savonese Studio e Cura Malattie Fegato e Apparato digerente), con il supporto del personale del reparto e dell’Ufficio tecnico dell’ASL. Non è mancato, inoltre, il generoso contributo di numerosi cittadini che hanno fortemente creduto nell’iniziativa e nelle sue finalità.
«Il cuore grande di Jacopo Corradi Tocchio, si è fermato a 21 anni, all’improvviso. Il suo amore esuberante per la vita e la sua spontanea generosità portano ancora serenità e un sorriso a tanti che ne hanno bisogno, con questa iniziativa che oggi prende forma a Savona, grazie alla collaborazione esemplare tra Associazioni di Volontariato ed Istituzione Pubblica», ha dichiarato il Dott. Gabriele Lalatta Costerbosa, residente La Stanza di Jacopo: «Una filosofia dell’agire in solidarietà che sta già avendo un seguito anche negli ospedali di Imperia, di Venezia e di Mestre, dove Jacopo è nato e vissuto, la cui bontà è testimoniata dalle tante manifestazioni di affetto e gratitudine sottoscritte nel libro degli ospiti. La speranza e l’impegno di tutti i promotori è che l’idea si diffonda, al punto che diventi una normale abitudine, entrando in qualsiasi ospedale, cercare e trovare una “Stanza di Jacopo”, quando la necessità lo richiede».
«La realizzazione in tempi record della stanza di Jacopo – ha commentato il Presidente ASSFAD, Matteo Peirone – è motivo di grande orgoglio ed è la dimostrazione che la solidarietà è uno dei grandi motori della nostra vita stessa. Auguro che la Stanza di Jacopo possa essere uno piccolo spazio di ristoro del corpo e dello spirito in mezzo alle tante angosce e stress che i parenti dei malati vivono quotidianamente».
La stanza di Jacopo è un locale, attrezzato con comode poltrone e generi di conforto, dove i parenti dei ricoverati, magari in situazioni di improvvisa emergenza, potranno riposare e riprendere le forze per meglio affrontare la traumatica esperienza del ricovero. Non è una semplice sala di attesa e nemmeno una camera di albergo, ma un luogo confortevole dove raccogliere e ordinare in riservatezza i pensieri e le emozioni, dove ritrovare le energie necessarie. Una nuova concezione di “assistenza” ospedaliera, estesa anche a chi vive su di sé il riflesso del dolore del malato, un esempio concreto di comprensione e rispetto umano in momenti di particolare angoscia.

La stanza di Jacopo – cos’è e a chi è rivolta. La stanza di Jacopo porta il nome di Jacopo Corradi Tocchio: un ragazzo di 21 anni, donatore di organi, strappato alla vita il 25 dicembre 2010 da un’improvvisa crisi d’asma mentre soggiornava a Londra. In suo ricordo, la mamma, i fratelli e gli amici, propongono agli Enti Ospedalieri di recuperare, arredare e mantenere, a cura dell’associazione stessa, locali inutilizzati, anche di modesta superficie, attigui alle stanze di degenza. Gli ambienti messi a disposizione, attrezzati con comode poltrone e generi di conforto, vengono trasformati in piccole oasi di accoglienza temporanea, un luogo di riposo e primo conforto, a disposizione di coloro che devono assistere una persona ricoverata all’interno delle strutture ospedaliere.

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