Scrittori di culto: Bohumil Hrabal

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RobertoMichels

di Alfredo Sgarlato –Nel 1914 oltre a Marguerite Duras, Julio Cortàzar e William Burroughs è nato un altro scrittore da annoverare tra quelli che sono assurti al culto. Si tratta di Bohumil Hrabal, originario come Milan Kundera di Brno, nell’allora Cecoslovacchia. Studente di legge, non arriva alla laurea per colpa dell’invasione nazista. Fa i proverbiali mille mestieri: cameriere, magazziniere, operaio, assicuratore, ferroviere, comparsa teatrale, tutte esperienze che confluiranno nei suoi romanzi. Inizia sin da ragazzo a scrivere, ma è uno sfogo personale di cui non farà mai un mestiere, solo dal 1963 inizia a pubblicare regolarmente, ma dal ’68 le sue opere sono proibite quando non bruciate, e circolano clandestinamente.

Va detto che in patria Hrabal non fu particolarmente amato, come del resto Kundera: si diceva che la sua opposizione al regime fosse tutto sommato arsvFilm_IudQTQDXAVToMRgQDYbSPFdvIgOfcQZGbonaria, così come Kundera veniva accusato di non essere in esilio ma in vacanza. Nel mondo Hrabal viene scoperto nel 1966, quando un film di Jiri Menzel tratto dal romanzo breve “Treni strettamente sorvegliati”, storia di un ragazzaccio che scopre il sesso, l’amore, la guerra e la dittatura, vince l’Oscar.

Hrabal ha scritto una trentina di opere, di qualità diseguale. Almeno due sono capolavori imperdibili. In “Ho servito il re d’Inghilterra” un ragazzo piccolo di statura cerca la sua rivincita contro il destino e, nello scontro con la Storia, avrà una serie di ascese e cadute fino a un meraviglioso finale, commovente e zen. In “Una solitudine troppo rumorosa” un operaio specializzato è incaricato di distruggere i libri proibiti. Ovviamente non lo fa e cerca di salvarli, in un’altra splendida storia d’amore e di libertà. Stavolta però il finale è amaro.

IMG_0656La critica italiana si divide su Hrabal. C’è chi lo considera un maestro, e chi lo considera un mediocre inventato dagli snob per contrapporlo al più famoso Kundera (i due tra loro si stimavano). Personalmente amo tutt’e due. Se posso dare un giudizio un po’ pittoresco dirò che leggendo Kundera mi sembra di mangiare uno chantilly e leggendo Hrabal mi sembra di fare un pranzo completo. Hrabal morì il 3 febbraio 1997 cadendo da una finestra durante un ricovero ospedaliero. Secondo la versione ufficiale stava dando da mangiare ai piccioni e si è sporto troppo. Si pensa però che si sia volutamente lanciato, stufo come i suoi eroi di far parte di un mondo in cui non si riconosceva.

* il trend dei desideri: la rubrica Corsara di Alfredo Sgarlato

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