Liguria, dai fondi UE gli investimenti per la Cultura, Rossetti: “dovranno sempre più trainare il turismo”

Conti pubblici liguri, nel settore Cultura, sotto la lente di in gradimento,in Genova Palazzo Borsa 00mattinata al Palazzo della Borsa di Genova, in via XX Settembre al convegno “L’Italia secondo i conti pubblici territoriali (Cpt)”, un progetto coordinato dal Mise che misura i flussi di entrata e di spesa nel territorio.
I lavori, organizzati dal Nucleo conti pubblici territoriali della Regione Liguria, con il patrocinio della Camera di Commercio di Genova hanno riguardato in particolare, le risorse finanziarie nel settore Cultura e servizi ricreativi e come sono state impiegate negli ultimi anni.
Il dato positivo è che la Liguria investe più delle altre regioni.
“Un dato che conforta l’impostazione che abbiamo sostenuto da sempre con Comuni e Camere di commercio: dobbiamo investire in cultura finalizzata alla fruizione locale e turistica. Il turismo ligure sta tenendo rispetto ad altre regioni, e in particolare i dati genovesi, insieme con quelli di altre zone, da Finale Ligure alle Cinque Terre sono confortanti. Cultura e turismo devono stare insieme perché il processo di sostegno anche alle iniziative culturali è più ampio e deve essere letto anche attraverso la lente dei flussi turistici”, spiega l’assessore alle Finanze della Regione Liguria Pippo Rossetti.
“L’impulso di Genova capitale cultura europea nel 2004 e di tutti gli investimenti fatti, la capacità di attrazione (4 milioni sui sentieri delle Cinque Terre), la capacità di mettere insieme offerta culturale (abbiamo due grandi teatri lirici ad esempio) sono tra i fattori vincenti. Oggi discutiamo una legge sull’alta via dei monti liguri. Dobbiamo selezionare target di flussi turistici e offrire obiettivi come cultura, sapere, ma anche sapori, profumi, il patrimonio artistico e architettonico diffuso, dobbiamo far conoscere la bellezza dei nostri luoghi. C’è molto ancora da lavorare ma noi abbiamo utilizzato bene i fondi europei che hanno consentito di compensare le riduzioni della pubblica amministrazione italiana”
Il cpt fa un’analisi in prima battuta sui flussi finanziari. Bisogna poi capire come si spendono i soldi”, afferma Rossetti. “Noi abbiamo portato alcuni esempi, Sarzana, Sassello, Rossiglione dove i fondi europei hanno consentito di fare investimenti e la cultura è diventata fattore di attrazione. Le buone pratiche consentono di trasferire la conoscenza delle difficoltà incontrate, della capacità di mettere insieme più soggetti: in Valle stura ogni comune ha realizzato un museo locale e l’unione dei comuni lavora insieme a una promozione condivisa. La promozione del “singolo pezzo”, sia un monumento, un’area archeologica, un museo o una spiaggia, non funziona. Dobbiamo fare in modo che il nostro ambiente, fatto di terra e mare ma anche di opera dell’uomo, venga rappresentato e fatto conoscere come un sistema e come un insieme organico di eccellenze culturali e territoriali”.
Dalla monografia Cpt 2013 presentata dall’assessore alle Finanze Pippo Rossetti, emerge come nel campo della Cultura, l’ultimo decennio abbia registrato una sostituzione delle risorse regionali con i fondi comunitari. Attraverso il Por-Fesr 2007-2013 sono stati ammessi a contributo in Liguria 42 milioni di euro. Il bilancio regionale, nel 2013, ha sostenuto il comparti culturale con 5 milioni di euro. Fra i progetti finanziati “Mercator-Le vie dei Mercanti”, collegato al progetto strategico Accessit, finanziato con i fondi del programma ioperativo di cooperazione transfrontaliera Italia-francia Marittimo,insieme con Toscana, Sardegna e Corsica e il progetto Heritage, il portale che valorizza 97 beni culturali del territorio ligure.
La spesa pubblica nel settore Cultura e Servizi Ricreativi ha registrato nel periodo 2000-2011una significativa flessione a livello nazionale, passando da 170,21 euro pro capite nel 2000 a 126,78 euro nel 2011. Nello stesso periodo, la Liguria è passata da una media pro capite di 178,49 euro nel 2000 a 137,44 euro nel 2011, caratterizzandosi per un’elevata spesa in cultura, che la posiziona ben al di sopra della media nazionale, al secondo posto tra le Regioni a statuto ordinario, dopo il Lazio.