Albenga, Ricuciamo i nostri sogni strappati: sabato performance di Arte Contemporanea. Intervista a Emanuela Bosco Pesce

di Sandra Berriolo – Ce lo insegneranno ad Albenga un gruppo di amici Ricucire il sognoartisti. Una performance di Arte Contemporanea il 20 settembre alle 17 al bar Carpe Diem in Piazza S. Michele, ideata e voluta da Emanuela Bosco Pesce, artista rutilante che si sposta dalla poesia al disegno, dalla carta alla stoffa, dal reale al metafisico con grande sicurezza. Con l’aiuto della Rosa di Tulle, della Compagnia di Espressione Corporea, gli artisti di Attimo Danza, il videomaker Manolo Timossi e lo psicologo Alfredo Sgarlato ci presenterà la sua visione dell’amore e della vita a due.
Emanuela, come mai questo tema? «Credo che l’Amore sia l’unico mezzo per raggiungere l’Eterno e perché oggi abbiamo molto bisogno di trovare un senso alla vita, al nostro essere».
Embè? Con tutti i problemi che abbiamo tu stai ancora qui a credere nell’Amore eterno tra due persone? «Ci credono anche gli innamorati che si giurano amore “per sempre”. Gli amanti vogliono l’eterno e puntano verso di esso. Per molti è impegno, per molti è atto di fede, sicuramente è speranza. Per me è soprattutto un atto altamente poetico, perché fondato su qualcosa oltre la realtà».
Sì sì, la poesia, ma poi succedono cose indicibili nelle famiglie. «Col tempo si cambia quindi bisogna rinegoziare i ruoli e, appunto, come diciamo nel titolo della performance: ricucire gli strappi, aggiustare insomma. Anche chi viene abbandonato deve ricucire lo strappo, cioè la parte di sé amputata, ricreando il suo mondo intero come era prima».
Ok, allora cosa vedrò sabato? Mi date la macchina da cucire e faccio un corso di cucito? «No, diamo spunti a parole con l’introduzione dello psicologo e poi vi proponiamo rielaborati tutti i simboli delle cerimonie: l’abito, la torta, le fotografie e i gesti di tutti i giorni che ne seguono».
Ah sì, quello che poi diventa noia. «Sì, io cerco con questa performance artistica di dare l’idea dell’archetipo dell’amore “per sempre”, isolandolo dalla noia e banalità del quotidiano. Un istante di bellezza difficile da cogliere e restituire agli altri perché il sentimento spesso è intraducibile a parole».
Sì, a volte il sogno si trasforma in incubo! Basti pensare a Lady D, a J. Kennedy. «Sì ho realizzato un abito da sposa carico di sogni, promesse, speranze e fede. Nel senso che crediamo in qualcosa che non sappiamo come andrà a finire. Ma la mia fede nell’Amore è incrollabile. Venite sabato e vi faremo trascorrere un’ora gradevole mettendoci tutto questo!».

RobertoMichels

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