Estate anomala ma in Liguria la vendemmia 2014 sarà buona

Liguria verso una buona vendemmia. Le previsioni sono del centro di bicchiere e vino 00agrometeorologia applicata dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria che ha sede a Sarzana, effettuate attraverso la rete di monitoraggio in una trentina di aziende nelle quattro province liguri.
Le analisi effettuate dal laboratorio regionale di Sarzana sui campioni di uve raccolte ogni settimana nella rete di monitoraggio viticola mostrano un progressivo, ma rallentato accumulo di zuccheri, senza però una eccessiva riduzione degli acidi. Particolare molto importante perché l’acidità è utile per l’equilibrio organolettico del vino e per la sua conservazione.
L’estate, più piovosa del previsto e con temperature inferiori alle medie stagionali, ha creato qualche difficoltà ai viticoltori e ha ridotto l’anticipo che si era evidenziato a primavera.
Primavera comunque favorevole all’annata della viticoltura ligure, con precipitazioni limitate che hanno favorito il germogliamento, la fioritura e la fruttificazione della vite, con scarse problematiche fitosanitarie e di “allegazione”, il rapporto fra il numero di frutti che si sviluppano da fiori fecondati e quello dei fiori totalmente presenti sulla pianta all’inizio della fioritura.
Dal punto di vista quantitativo, l’annata in corso dovrebbe consentire un incremento dell’uva rispetto alla vendemmia 2013, caratterizzata da una scarsa produzione per problemi nella stagione primaverile. Pur con le dovute differenze per questioni di vitigno, in diverse zone del Ponente del Levante ligure la vendemmia è già cominciata.
Le aziende vitivinicole  in Liguria  sono complessivamente, 3976, secondo il censimento generale dell’agricoltra del 2010, di cui però circa 1800 quelle realmente sul mercato con le loro etichette, anche se, nella stragrande maggioranza, sempre appartenenti a piccoli produttori.
La superficie vitata regionale è di 1515 ettari, di cui 804 a Do, Denominazione di origine, di 65 quella dove si producono vini con l’indicazione geografica Ig e di 646 ettari la superficie di vigneti dove si produce vino senza particolari certificazioni. In Liguria la produzione complessiva di vino  è di oltre cento mila ettolitri, pari a circa 5 milioni  di bottiglie.
Il “sistema qualità” della vitivinicoltura ligure si esprime in otto Denominazioni di Origine. Sono: Ormeasco di Pornassio, Rossese di Dolceacqua, Riviera Ligure di Ponente, Val Polcevera, Golfo del Tigullio –Portofino, Colline di Levanto, Cinque Terre, Colli di Luni e in quattro Indicazioni Geografiche: Liguria di Levante, Colline del Genovesato, Colline Savonesi, Terrazze dell’Imperiese.
Tra le uve a bacca bianca il vitigno più diffuso in tutte le quattro province liguri è il Vermentino, seguito dal Pigato e Lumassina per la provincia di Savona, il Bosco e l’Albarola per La Spezia, la Bianchetta e il Moscato per Genova. Tra le uve a bacca nera il Rossese di Dolceacqua, l’Ormeasco, la Granaccia e il Ciliegiolo sono tra i vitigni più rappresentativi.
Tra i vini passiti da segnalare il  celebre Schiacchetrà delle Cinque Terre.
A questi vitigni “tradizionali” si aggiungono quelli frutto della valorizzazione del patrimonio varietale autoctono ligure curata dall’assessorato  all’agricoltura  regionale che ha permesso  un recupero capillare su tutto il territorio  di numerose varietà autoctone minori a bacca bianca e rossa di particolare valore enologico  fra cui Ruzzese,  Moscatello di Taggia, Barbarossa, Massaretta, Bruciapagliaio, Picabon, Fratepelato, Vermentino nero.

RobertoMichels

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