Melgrati attacca l’ufficio “cementi armati e zone sismiche” della Provincia di Savona: “comportamento contra legem”

“Oggi sono venuto a conoscenza di un fatto gravissimo. All’ufficio “cementi Marco Melgrati B1 00armati e zone sismiche” della Provincia di Savona, quando vengono presentati progetti per le realizzazione dei sottotetti ai fini abitativi ai sensi della Legge reg. 24/01, se il nuovo tetto prevede un innalzamento della quota d’imposta perimetrale superiore ad 1,00 metro, l’ufficio provinciale non accetta di protocollare la pratica. Questo è un fatto gravissimo, che contrasta con il dettato della Legge Regionale 24/2001 dei sottotetti, di cui recentemente è stata sancita la legittimità dalla Corte Costituzionale, stabilendo la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Savona, sezione penale. Contrasta anche con Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al D.M. Infrastrutture 1401 del 2008, comma 8.4.2, che classifica questi interventi come interventi locale o di miglioramento”.

Così dichiara il capogruppo in Regione di Forza Italia Marco Melgrati che continua: “infatti l’ufficio “cementi armati e zone sismiche” della Provincia di Savona erroneamente, a mio parere, si rifiuta di protocollare in entrata interventi che prevedono innalzamenti della quota d’imposta perimetrale superiore ad 1,00 metro (cioè m. 1,50 come previsto dalla Legge Reg. 24/01) rispetto alla quota d’imposta del tetto esistente come ristrutturazione, classificandoli come nuova costruzione”.

Continua l’esponente di Forza Italia: “Se l’intervento supera il metro di altezza non viene ritenuto intervento locale o di miglioramento ma lo si considera erroneamente come sopraelevazione, mentre, in modo arbitrario, se la quota d’imposta del nuovo tetto resta sotto o pari ad 1,00 metro, l’intervento viene classificato come intervento locale o di miglioramento. Questo è assolutamente in contrasto con la Legge Regionale 24/01; se si ammette poi che gli interventi che mi sono stati segnalati (e che sono stati rifiutati dall’Ufficio Provinciale) sono interventi che prevedono un recupero del sottotetto con una quota di volume inferiore al 20% del volume totale del fabbricato, come in effetti è accaduto, come prevede il comma f) dell’art.10 che disciplina la Ristrutturazione Edilizia della LEGGE REGIONALE 6 GIUGNO 2008 N. 16, al titolo DISCIPLINA DELL’ATTIVITÀ EDILIZIA COORDINATA CON LA LEGGE REGIONALE 5 APRILE 2012 N. 9, che recita: gli ampliamenti diversi da quelli di nuova costruzione di cui all’articolo 15 e, quindi, entro soglie percentuali predeterminate dalla disciplina urbanistica in deroga ai parametri urbanistico-edilizi, la cui entità, espressa in superficie agibile (S.A.) o volume come definito dallo strumento urbanistico, non può eccedere il 20 per cento del volume geometrico di cui all’articolo 70, tutto questo è ancora più incredibile.

Advertisements

Questo atteggiamento dell’ufficio “cementi armati e zone sismiche” della Provincia di Savona è assolutamente arbitrario, soggettivo e “contra legem”, e danneggia in modo irreparabile l’iniziativa di imprenditori e privati, nonché di professionisti, che hanno avuto progetti approvati di ristrutturazione e recupero dei sottotetti dai rispettivi comuni, e che non possono dare corso ai lavori per l’atteggiamento irresponsabile e fantasioso di uno o più funzionari provinciali”.

“Ho scritto una lettera all’assessore regionale all’Urbanistica Cascino, al dirigente del settore Urbanistica della Regione Liguria arch. Tomiolo e al commissario della Provincia di Savona Vaccarezza, e ho predisposto una interrogazione urgente in Consiglio Regionale. Questo dimostra che è necessario e urgente rivedere in meglio e chiarire la Legge Regionale 24/01 per fugare ogni dubbio agli uffici dei comuni e a quelli Provinciali, e per cercare di evitare ulteriori contenziosi. Mi riservo di raccogliere notizia di altri episodi di questo tipo per presentare esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Savona per Abuso d’Ufficio”, conclude Marco Melgrati.