Live in Albenga, trascinante esibizione de L’Orage

chiara e orage

di Alfredo Sgarlato – Dopo il grandissimo Garland Jeffreys continua la manifestazione Live in Albenga con L’Orage, ottima formazione folk rock valdostana, già apprezzata dal nostro pubblico al festival Su la Testa, e chiamata poi ad aprire il concertone del Primo Maggio. Ad aprire la serata Chiara Ragnini, brava e simpatica cantautrice imperiese. Chiara Ragnini si presenta sola con la sua chitarra, ma grazie all’intensa attività live ha una perfetta padronanza del palco. Ci canta quattro canzoni nuove e il singolo dal suo disco precedente “Gli scoiattoli nel bosco”. I suoi testi, più volte premiati in vari festival, parlano dello scorrere del tempo, delle difficoltà nelle relazioni e della loro fine. Chiara riceve molti meritati applausi ed è chiamata al doveroso bis. Quindi, presentati dal mitico Il Cala, ecco L’Orage, che significa il temporale, gruppo che per la fusione di ritmi rock con strumenti della tradizione potremmo definire i Waterboys italiani. Il gruppo è guidato dal cantautore Alberto Visconti, che l’ha fondato insieme ai fratelli polistrumentisti Remy e Vincent Boniface, anche negli Ab Noba. Completano il gruppo Florian Bua alla batteria, Memo Crestani chitarre e mandolino, e Stefano Trieste al basso. Assente giustificato ieri il percussionista scozzese Ricky Murray.

Come una festa” si intitola il primo singolo del gruppo e una vera festa è il loro concerto. Oltre a saper scrivere belle canzoni e a saperle suonare, che non è poco, L’Orage sanno coinvolgere il pubblico senza ricorrere a gigionerie, e l’allegria è la cifra della loro musica, sebbene i testi siano tutt’altro che banali. Con “La bella estate” sfidano il tempo ondivago di questi giorni, canzone trascinante con bell’inciso in stile Sufjan Stevens da parte del clarinetto di Vincent Boniface. Melodie occitane incontrano ritmi in levare e armonie gitane, omaggi ai Rolling Stones sono accompagnati da assoli di sax, violino, organetto e ghironda, strumenti che i fratelli Boniface padroneggiano alla grande. Il gruppo ha avuto una proficua collaborazione con Francesco De Gregori, di cui eseguono “Il panorama di Betlemme”, con sentito appello alla pace in Palestina, e una gustosa e stravolta “Alice”.

Tutte le canzoni, da “Giugno” a “Queste ferite sono verdi”, quando Chiara Ragnini viene richiamata sul palco per duettare con Alberto, a “Loreley”, bis finale, sono valide e meriterebbero di essere citate, il gruppo strappa anche gli applausi con una versione con testo proprio dell’inno libertario “Il galeone”. Davvero una serata emozionante per i molti presenti che hanno affollato Piazza San Michele, e peggio per chi non c’era. Un ringraziamento all’Associazione Zoo che continua a credere nella musica e nei veri musicisti, e all’insostituibile Alessandro Mazzitelli per il lavoro dietro al mixer. Prossimo appuntamento l’8 agosto con Gnu Quartet, ovviamente imperdibili.