Ad Albenga si viaggia tra le terre, le genti e il Sacro

shepherd_life_pdi Alfredo SgarlatoAlbenga. Continuiamo il nostro viaggio attraverso il mondo, grazie al festival di fotografia organizzato dal Circolo S. Giorgio. A Palazzo Scotto Niccolari incontriamo Branislav Brkic, serbo, presente con due lavori, “Sheperd life” e “Village musicians”. Foto aspre, rigorosamente in bianco e nero, mostrano un mondo a noi lontano, dove povertà e fatica sono impresse sui volti ritratti. Più serene quelle dal mondo dei musicisti rom, che abbiamo imparato a conoscere coi film di Emir Kusturica e Tony Gatlif. Colpisce una foto in cui un anziano musicista che regge un contrabbasso ferito dagli anni, indossa una maglietta con una ben nota (e antipatica) firma. È la globalizzazione. Se sono soprattutto gli anziani i protagonisti delle foto di Brikic molti bambini sono invece presenti in “Silencio… es Argentina” di Giancarlo Torresani, nella sede della Veggia Arbenga, via Roma 56.

argentina2_p Qui i temi sono più rilassanti, sebbene non manchi il riferimento al dramma dei desaparecidos. Bambini, animali, paesaggi e ovviamente una coppia di ballerini di tango. Sempre rigorosamente bianco e nero, ma su toni più chiari. Personalmente ho apprezzato di più, ma altri visitatori potranno avere giudizi diversi dai miei. Chiudiamo con un Ingauno, Mario Rossello, che espone all’Ucai di Piazza dei Leoni “Sacred heart”. Sempre bianco e nero, i temi sono il Sacro e la devozione, colti nell’attimo in cui la vita quotidiana diventa frammento di storia. Ma queste mie sono impressioni colte al volo, il tempo è tiranno, e questo notevole festival merita molte visite per approfondire le tematiche trattate e i molti autori presentati.