Alcolismo giovanile in Liguria, Torterolo: “Numeri in aumento del 20%. Necessario un intervento alla radice del problema”

«I dati ufficiali riferiti agli accessi ai Nuclei operativi di alcologia Maurizio Torterolo 02rappresentano solo la punta dell’iceberg della drammatica diffusione di abuso di alcol tra i giovani e i giovanissimi, specie nel nostro entroterra dove, secondo recenti studi, si inizia a bere tra gli 11 e i 14 anni» ha commentato Maurizio Torterolo, capogruppo della Lega Nord in Regione Liguria, che questa mattina ha presentato un’interrogazione all’assessore regionale alla Salute Montaldo per conoscere “quali controlli, verifiche e iniziative siano stati intrapresi dalla Regione a contrasto dell’abuso di alcol in Liguria”.

«La nostra regione – spiega Torterolo – è al terzo posto in Italia per consumo di alcol. Purtroppo, in questi anni, abbiamo assistito al progressivo avvicinamento alle usanze tipiche del Nord Europa di “sballo alcolico” nei giorni del fine settimana e l’abbandono della pratica mediterranea legata a qualche bicchiere di vino solo a pasto. A oggi, l’alcol è una piaga ancora tutta da estirpare, probabilmente figlia del crescente disagio legato alla crisi economica che coinvolge fasce sempre più ampie d’età. Circa 250 i giovani trentenni in cura per dipendenza da alcol in Liguria, circa 600 i quarantenni e poco meno di 900 tra gli over 50. L’alcol risulta la prima causa di morte nei giovani al di sotto dei 24 anni e il terzo fattore di rischio e di disabilità nella popolazione in generale. L’Istituto superiore di sanità conferma che il 20% della popolazione maschile e il 10% della popolazione femminile è a rischio, non solo di sviluppare un alcol-dipendenza, ma soprattutto malattie derivanti da abuso di alcol. Secondo l’Istat, nel 2013 il 64% della popolazione italiana dagli 11 anni in su ha consumato alcol almeno una volta. Nell’ultimo anno i comportamento a rischio nel consumo di alcol come il binge drinking, l’abbuffata alcolica, da parte di giovani tra gli 11 e i 15 anni ha riguardato 7,1 milioni di ragazzi in Italia. Nella nostra regione, ogni mese, al Gaslini – ha spiegato Gianni Testino, responsabile del centro alcologico regionale – ci sono accessi di ragazzini con meno di 14 anni per intossicazione acuta da alcol con i rischi che ne conseguono soprattutto sul fegato e che nel centro alcologico regionale sono numerosi i ragazzi seguiti con meno di 24 anni. Sempre secondo il responsabile del centro regionale, da un lato servono programmi di prevenzione e di educazione alla famiglia – a partire dalle scuole elementari – per illustrare tutti i pericoli dell’etanolo che è presente nel vino, nella birra nelle bevande alcoliche ed essere più consapevoli dei danni che può produrre anche sulle cellule del cervello e, dall’altro, nuove tecniche, meno invasive, per intervenire sui tumori al fegato, tenendo conto che il 33% di questi tumori derivano dall’alcol, così come il 60% delle morti per cirrosi epatica».

«Alla luce dei dati diffusi dall’assessorato regionale secondo cui i liguri che si rivolgono ai centri alcologici sono aumentati del 20% nell’ultimo anno è evidente che sia ancora molto il lavoro da svolgere in chiave preventiva e di sensibilizzazione tra i giovani e giovanissimi per la promozione di stili di vita “consapevoli” collegati all’assunzione di alcol. Pensiamo sia urgente un’opera di prevenzione massiccia concentrata negli scuole medie, inferiori e superiori, che vada a incidere sulle abitudini di svago e divertimento oggi in voga tra i giovani. Non basta la repressione che si concretizza nelle multe o nelle sospensioni delle patenti. Per evitare le stragi del sabato sera e, con lungimiranza, le stragi delle patologie legate all’alcol, è indispensabile intervenire sui giovani, con campagne informative massicce soprattutto nelle zone di territorio più esposte al pericolo, cioè nel nostro entroterra sempre più abbandonato dalle istituzioni», conclude Torterolo.