Polemica su Ospedale unico provinciale di Savona: Ripamonti (Lega) contro Di Tullio e Pd

“Fare politica sulla pelle della gente, solo per scopi puramente elettorali in Paolo Ripamontivista delle comunali, o magari per regolamenti di conti all’interno del Partito Democratico, è tanto triste quanto inaccettabile”. Così Paolo Ripamonti, Segretario Provinciale della Lega Nord a Savona, commenta le recenti dichiarazioni del vice sindaco di Savona Livio Di Tullio e di alcuni esponenti PD in merito alla sanità territoriale.

“È singolare che esponenti della parte politica che si è sempre definita – ma solo a parole – schierata con i più deboli, oggi arrivi a fare crudi calcoli elettorali sulla salute dei cittadini. Per arrivare a proporre un Ospedale comprensoriale a Legino, bisogna davvero avere una scarsa conoscenza del territorio e della geografia della nostra provincia: è evidente che, se proprio si dovesse giungere a realizzare un solo ospedale – ipotesi che noi contrastiamo – l’unica soluzione possibile sarebbe nella parte baricentrica della provincia. O forse Di Tullio è convinto che, al di fuori dei confini savonesi, i cittadini godano di minori diritti: in tal caso, lo vada a spiegare ai residenti di Stellanello o di Toirano, che si vedrebbero privati di un punto di riferimento sanitario importante solo per i giochi di potere del Pd, un partito che pensa che le istituzioni siano cosa loro”, prosegue.

“È ora di dire basta all’idea di Genova matrigna della Liguria, e di Savona matrigna della provincia. Questa è la tipica mentalità della sinistra, che da tempo occupa le sfere del potere in entrambi i capoluoghi: è una politica di cui abbiamo sempre subito i danni, che va contrastata con forza. O forse il vice sindaco di Savona si è dimenticato di quello che il suo partito ha fatto con i tribunali in provincia, chiudendoli tutti è mantenendone in piedi uno solo…che è persino inagibile. Il punto è che il capo del Partito Democratico e capo del Governo Matteo Renzi, anziché affidarsi a soli annunci, dovrebbe iniziare a mettere mano ai conti della sanità, a livello nazionale, per mettere fine alle sperequazioni, alle differenze di costi, intervenendo dove costa la sanità pubblica costa così tanto e dove la situazione è ormai fuori controllo. Il problema generale va risolto a monte: non con 80 euro in busta paga, ma dando vera autonomia fiscale ai territori e alle regioni, cosa che il nostro movimento sostiene da tempo”, aggiunge.

“Se Di Tullio vuole smarcarsi da Renzi, o se all’improvviso si è scoperto renziano, a noi interessa poco. Anzi, proprio nulla. I regolamenti di conti tra le correnti e tra le fazioni del Partito Democratico non ci riguardano, e non devono riguardare neppure i cittadini. Perché con la salute dei savonesi, dei finalesi, dei pietresi, dei loanesi, degli albenganesi e di tutti gli abitanti della provincia non si può giocare. E perché i pazienti, una volta che la sinistra gli chiuderà gli ospedali e le poche strutture che ancora non è riuscita a smantellare, non potranno andarsi a curare nelle sezioni del Pd”, conclude il Segretario Provinciale della Lega Nord Paolo Ripamonti.