Torterolo contesta il piano di riorganizzazione Arpal: “Scelte illogiche della Regione”

«Già dalle premesse è chiaro che la riorganizzazione dell’Agenzia regionale Maurizio Torterolo 02per l’ambiente è a dir poco anti-economica, pertanto ritengo necessario convocare la commissione Controlli in Regione per avere un quadro preciso e dettagliato dal direttore generale di Arpal» dice Maurizio Torterolo, capogruppo della Lega Nord in Regione Liguria.

«Già dalle premesse è chiaro che la riorganizzazione dell’Agenzia regionale per l’ambiente è a dir poco anti-economica, pertanto ritengo necessario convocare la commissione Controlli in Regione per avere un quadro preciso e dettagliato dal direttore generale di Arpal» dice Maurizio Torterolo, capogruppo della Lega Nord in Regione Liguria. «Già due anni fa come minoranza – spiega Torterolo – avevamo contestato duramente l’acquisto, per ben sette milioni di euro, della nuova sede di Savona nell’ex Parco Doria in un clima di tagli pesanti al personale e di ridimensionamento delle strutture. Oggi abbiamo la certezza che quell’acquisto, di cui per altro non si sentiva alcun bisogno, non aveva un’adeguata copertura finanziaria dato che l’attuale sede di via Zunini, oltre 1600 metri quadri in pieno centro a Savona, non ha alcun acquirente. Infatti, il bando di gara per l’acquisto scaduto a maggio è andato desolatamente deserto. Mancando i proventi della vendita della vecchia sede – per altro ancora occupata dalle attività di Arpal – vorremmo sapere come si pensa di fare fronte ai 7 milioni di euro per l’acquisto delle nuove strutture da Ips-Insediamenti produttivi savonesi, che a conti fatti è l’unico soggetto che sino a ora ha guadagnato qualcosa da questa operazione del tutto illogica».

«Non solo. A preoccuparci è il destino delle attività di Arpal sul territorio ligure, in particolare quello savonese. Nel piano scellerato di riorganizzazione presentato in Regione infatti è compreso l’accorpamento, entro il 2015, dei dipartimenti di Imperia e Savona, ma ciò che è ancora più grave è la chiusura del laboratorio chimico nella sede di Savona dove rimarrà solo quello di biologia. Privare un territorio come quello di Savona, interessato da questioni ambientali e di salute pubblica aperte come quelle legate alla presenza della Tirreno Power e Italiana Coke, e la Val Bormida in particolare dove ricordiamo esistono siti sotto osservazione (Ferrania ed ex Acna), significa scoprire delle adeguate garanzie di monitoraggio una popolazione già fortemente penalizzata dal punto di vista ambientale negli ultimi trent’anni di storia industriale».

«È inaccettabile che da una parte si decida di intraprendere costose operazioni immobiliari e dall’altra si sacrifichi, in nome del risparmio e delle spending review, la forza lavoro e le professionalità – che passerebbero da 443 a 337 nel 2015 – presenti in Arpal, decretando la chiusura di un laboratorio strategico proprio alla vigilia del trasferimento di quella che dovrebbe essere una sede più funzionale alle attività. Vogliamo comprendere – conclude Torterolo – le ragioni che hanno portato all’elaborazione di questo piano di riorganizzazione che oggi ci lascia quanto meno perplessi e siamo pronti a difendere quelle attività strategiche svolte dall’Agenzia a tutela e garanzia della salute di tutti i liguri».