“Vissi d’arte, vissi d’amore”: Gran pienone per ‘Tosca’ che ha inaugurato la stagione lirica estiva dell’Opera Giocosa

di Laura Sergi – Potere, inganno, seduzione, terrore, fede, gelosia e Tosca allestimento al Teatro Sociale di Rovigomorte: tanto c’era la sera di venerdì 20 giugno al Priamàr di Savona per l’apertura della stagione lirica estiva dell’Opera Giocosa. Il gran pienone era per ‘Tosca’, di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Le belle scenografie telonate di Hugo De Ana, anche regista (riprese da Giulio Ciabatti), hanno inquadrato le diverse ambientazioni dei tre atti: la chiesa di Santa Maria della Valle a Roma, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo.

Peccato che la coproduzione a cinque teatri (il nostro, il Teatro Sociale di Rovigo, il Teatro Comunale di Padova, l’Opera Festival di Bassano, la Fondazione Donizetti di Bergamo), obblighi ad un’omogeneità che non lascia spazio per usufruire delle peculiarità di Piazzale del Maschio. Oltre allo sfondo, pochi altri elementi in più: qualche colonnato, un divano, un tavolo da pranzo, il muro della fucilazione, via via che la storia arriva al suo epilogo.

Annalisa Raspagliosi nei panni di Floria Tosca si muove sempre disinvolta sul palco: a tratti sospettosa e gelosa del suo Mario Cavaradossi, a tratti civettuola come una ragazzina (‘Ma falle gli occhi neri!…’). Anche nel difficile secondo atto, riesce ad immedesimarsi nel ruolo di chi è immersa nel terrore per la sorte dell’amato e non s’accorge subito che c’è chi approfitta della sua confusione per un approccio seduttivo. Dove è meno accalorata è nel parlato: ‘Muori dannato! Muori, Muori!’ (rivolta a Scarpia), o anche nel tremendo: ‘O Scarpia, avanti a Dio’ che chiude l’opera. Conquista un applauso convinto il suo ‘Vissi d’arte’ (nella foto di Nicola Boschetti), anche perché i lunghi momenti della tortura a Cavaradossi l’hanno accompagnata ad un Elia Fabbian (il Barone Scarpia) perfettamente a suo agio (già apprezzato anche al suo ingresso fino al Concertato finale del primo atto: ‘Tre sbirri … Una carrozza…’).

Più sfortunata la scena dell’accusa, con Kristian Benedikt (nei panni di Cavaradossi) e Fabbian completamente sopraffatti dalla Cantata di Tosca e del Coro che si ode provenire dall’immaginaria Sala della Regina (‘Sale, ascende l’uman cantico’). Benedikt emerge solo in tutto il terzo atto, e fa pace con il pubblico particolarmente con il suo ‘E lucevan le stelle’ (poco convincente infatti già in ‘Recondita armonia’). Una nota positiva anche per Enrico Rinaldo, nei panni dell’evaso Cesare Angelotti, e per Domenico Colaianni, che ha interpretato un sagrestano vivace, seppur timoroso dei potenti. Sul palco anche Orfeo Zanetti (Spoletta), Andrea Zanin (Sciarrone), Giuseppe Nicodemo (il carceriere), e Giovanni Trimurti (il pastore). Direttore dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta il Maestro Stefano Romani; i Maestri Dino Zambello e Giorgio Mazzuccato sono stati i direttori del Coro Lirico Veneto e del Coro piccoli Cantori di San Bortolo.

Ora una breve pausa sino al 17 luglio, e poi toccherà alla ‘Cenerentola’, di Gioachino Rossini (già in anteprima per ‘Due generazioni insieme a Teatro’ il 15 luglio). Sul palco: Boyd Owen, Riccardo Novaro, Simone Alaimo, Marianna Vinci, Francesco Verna, Gabriella Costa, Paola Pittaluga. A dirigere l’Orchestra Sinfonica di Sanremo sarà il direttore artistico dell’Opera Giocosa, Giovanni Di Stefano; regia e costumi di Francesco Esposito, scene di Mauro Tinti. Il Coro lirico ‘Pietro Mascagni’ di Savona sarà diretto dal Maestro Gianluca Ascheri.

Replica il 19 luglio, sempre alle 21,15. Info: 019.821490, info@operagiocosa.it. Biglietteria aperta dal lunedì al sabato (10-12, 16-19) e un’ora prima dello spettacolo al Priamàr. Last minute attivo mezz’ora prima dell’evento sui posti disponibili e non prenotati.