Percfest 2014: grandi musicisti incantano Laigueglia

di Alfredo Sgarlato – Seconda serata per il Percfest 2014, con un doppio Jimmy Cobbappuntamento che ha meravigliato il numeroso pubblico presente. Dopo la prima sfida del concorso tra i percussionisti, in cui il trio di Leonardo Saracino ha vinto su quello di Giuseppe Risitano, il primo set della serata è l’omaggio a Jimmy Cobb, che festeggia in tour gli 85 anni di età. Cobb ha suonato in alcuni dischi fondamentali come “Kind of blue” di Miles Davis e “Giant steps” di John Coltrane, e con altri grandissimi come Sarah Vaughan, Wes Montgomery, Cannonball Adderley ed altri ancora. Ad accompagnarlo John Webber al contrabbasso, Alessio Menconi alla chitarra e Piero Odorici al sax.

Essendo un quartetto con chitarrista gran parte del concerto omaggia Wes Montgomery, ma sono eseguite composizioni anche di altri autori come Sam Jones e Dizzie Gillespie. I tre accompagnatori di Jimmy Cobb sono tutt’altro che comprimari: sono tre solisti eccezionali, Menconi chitarrista di gran gusto, Odorici sassofonista dal timbro duro e potente, ma di grande afflato melodico, Webber non solo macchina ritmica ma anch’egli protagonista di a solo finissimi. Il pubblico applaude continuamente gli a solo dei musicisti, che non scadono mai nella tecnica fine a sé stessa ma scatenano le emozioni degli ascoltatori. Quanto a Cobb, per lui il tempo è solo quello che scandisce sui tamburi, non quello che passa sui calendari: suona con l’entusiasmo di un ragazzo e quando si lancia in un break o in a solo mai diremmo che è un ultraottantenne. Perfetta l’intesa tra i quattro, un passaggio ritmico all’unisono tra chitarra e contrabbasso in controtempo sulla batteria ci entusiasma.

Dopo questa esibizione trascinante una di sapore totalmente diverso. Paolo Fresu, tromba e flicorno, e Daniele di Bonaventura, bandoneon, ci conducono in viaggio intimista e romantico nelle musiche del mondo. I due suonano composizioni proprie, come “S’ingordu” di Fresu e classici come “O quera sera” di Chico Barque che lascia il pubblico ammutolito, “Te recuerdo Amanda” di Victor Jara o “Que reste-t-il des nos amours?” di Charles Trenet, ninne nanne bretoni e canzoni di lotta sudamericane. Fresu ci spiega come il bandoneon sia nato in Germania come strumento da suonare in chiesa al posto dell’organo e sia emigrato in Argentina dove è diventato lo strumento peccaminoso per eccellenza. Fresu suona la tromba su toni delicati, spesso prolungati con echi e sordine, di Bonaventura cesella suoni arcani, entrambi usano i propri strumenti anche in maniera percussiva. Il pubblico è deliziato e vorrebbe che non finisse mai. Ma purtroppo come Cenerentola anche i musicisti non possono superare mezzanotte, il pubblico applaude rapito, una serata come questa non si dimentica.