LA NONNA DEL CORSARO NERO – Intervista a Emanuela Guerra, Speedy Gonzales e sportiva della vita

di Sandra Berriolo(Albenga). Emanuela Guerra (Consigliere Emanuela Guerra SBcomunale, Capogruppo Pd). Sempre di corsa per far fronte a mille impegni. Lo stress da mancanza di tempo la perseguita. Eppure è giovane, molto giovane. Chissà che emozione al primo Consiglio comunale di questa Amministrazione! «No, non mi emoziono per queste cose. A parte che in Consiglio già ci ero stata per pochi mesi quindi non era la prima volta. Comunque non mi emoziono per questi momenti pubblici».

Fredda e calcolatrice? «No sono razionale. Mi posso preoccupare dieci minuti prima di un esame universitario, perché ci ho sempre tenuto molto e sono esigente con me stessa. Magari mi emoziona un film; ma soprattutto mi emoziona lo sport».

Sei sempre stata una sportiva? «Si ho fatto nuoto agonistico dai sette ai diciannove anni. Mi allenavo due ore e mezza al giorno in ogni stagione. E continuo a seguire molto sport, tanto da essere adesso commentatrice televisiva».

Lo sport cosa insegna per la vita? «È una cosa bella sia per il gesto atletico in sé sia per lo stress che mette in circolo, oltre ovviamente alla vittoria; lo sport è impegnativo ma insegna a organizzarsi la vita. Il messaggio migliore che può dare è: lo possono praticare tutti e vince il merito. Insomma, lo sport dovrebbe essere maggiormente praticato già alle elementari e anche l’organizzazione scolastica dovrebbe essere rivista in funzione dell’attività fisica».

Uh, sei sicura che vinca sempre il merito? «Secondo me sì. Ci possono anche essere delle ingiustizie ma prima o poi uno meritevole emerge».

Sei di indole ottimista. «Beh non sono disfattista; secondo me se uno si impegna molto ed è intelligente nella vita arriva; qualche volta sarai scavalcato ma altre sarai tu a superare qualcuno che magari usa questo sorpasso come scusa: in realtà magari non ha voglia di fare di meglio e di più».

E il tuo rapporto con la tecnologia com’è? «Buono e inevitabile nel mondo d’oggi. Anzi, per fortuna che c’è. Non potrei leggere tutti i giornali che mi interessano in pochi minuti al giorno; invece posso consultare online in ogni momento ed essere aggiornata. Ovviamente, come tutte le cose, la tecnologia va usata con criterio. E bisogna fare molta attenzione alla privacy perché è un mondo aperto e pieno di insidie: i social sono molto utili ma puoi incontrare amare sorprese».

Quanto somigli alla tua famiglia? «Io sono lo specchio dei miei genitori. Con papà magari litighiamo ma è colui che a sei anni mi metteva il giornale davanti per crearmi stimoli. Parliamo molto e ci mandiamo messaggi durante la giornata. La mamma è quella che ha sempre mantenuto l’equilibrio fra noi. L’ammiro molto perché è sempre riuscita ad esserci pur lavorando e studiando allo stesso tempo. Loro mi aiutano nella mia costante mancanza di tempo perché son quelli che fanno in modo che io incastri tutto».

Sei anche commentatrice sportiva in una trasmissione tv. Che ne pensi del ruolo delle donne in tv e non solo? «Non sono una bacchettona. Personalmente negli studi televisivi non mi hanno mai rivolto battute sceme. Però se la televisione è il mondo dell’immagine è lecito che ci siano veline e concorsi. Io non lo farei ma nella vita ciascuno deve avere la possibilità di scegliere e fare quello che vuole».

E le donne in politica? «Secondo me è un momento favorevole per noi. Le quote rosa sicuramente hanno aiutato, magari dalla prossima volta non ce ne sarà più bisogno. Questo sistema delle doppie preferenze ha dato la possibilità a molte, anche nuove, di entrare nel meccanismo; poi sta alla capacità delle persone di stare in gioco e dimostrare quanto valgono».

Nei posti di comando secondo te le donne possono dare qualcosa in più rispetto agli uomini? «In più non lo so ma qualcosa di diverso si; abbiamo un diverso modo di pensare e un diverso modo di definire le priorità».

Quali sono le figure di donna che ti piacciono? «Apprezzo le scienziate e ricercatrici per l’intelligenza e l’intellettualità sveglia che è una qualità molto importante. Poi è chiaro che tutti ci diamo da fare, ma ciascuno ha doti diverse».

E le tue doti quali sono? «Politicamente parlando so di essere in grado di rapportarmi allo stesso livello con persone anche di età differente dalla mia; posso dare un contributo e sono ascoltata anche se a volte ci possono essere diffidenze. So di essere una persona determinata e cerco di realizzare quello che desidero fare; so rischiare nelle scelte e mi piace rischiare in prima persona anche nelle situazioni complicate. Inoltre cerco di essere sempre informata e aggiornata».

E se una volta fossi colta impreparata? «Mi sentirei a disagio. Però anche se succede che subito mi arrabbio molto per una situazione sgradevole, poi l’affronto».

Sei contenta della tua vita in questo momento? «A volte vorrei una vita più normale, meno stressante. Ma sono convinta che se uno ha una dote deve esercitarla e usarla per sé e per gli altri. Io riesco a stabilire buoni rapporti con le persone. Certo, se ci metti sempre la faccia in quello che fai qualche volta puoi risultare antipatico, perché sei determinato a emergere a tuo rischio e pericolo».

Cosa volevi fare da grande? «A dieci anni, e per tanti anni ancora, ho pensato di fare il Magistrato. In effetti poi c’è molto da studiare e devi per un periodo dedicarti completamente, abbandonando i tuoi interessi. A me piace studiare ma sono anche dinamica nelle scelte: se ci sono altre opportunità le seguo».

rubricasandrahome1Allora passiamo oltre, in attesa di una decisione definitiva. Adesso hai un sogno nel cassetto? «Lavorativamente potrei coniugare le mie due passioni: la legge e lo sport occupandomi del settore legale di una squadra di calcio. In generale amo i bambini, potrei far bene la mamma. Vorrei dare serenità, gioia, gioco, dinamismo; coi bambini ho un rapporto immediato, mi diverto».

In questa vita rutilante c’è tempo per leggere? «Sì: mi piacciono i gialli e la narrativa in generale mi rilassa».

Bene, cosa altro ti rilassa? «Il mare perché mi mette tranquillità; non potrei vivere in una città senza mare».

Dai una definizione di te stessa: «Mi piace fare tutto subito. Credo nelle stagioni della vita, nel fatto che si debba fare un percorso, delle esperienze e poi a un certo punto basta. Non immagino la vita come statica e sempre con lo stesso lavoro. C’è un tempo per tutto».

* Nella foto (SB) in cui dice di essere rimasta male, Emanuela Guerra col suo aperitivo

* La Nonna del Corsaro Nero: la rubrica Corsara di Sandra Berriolo

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