Emergenza rifiuti Liguria, Vaccarezza contro Regione: “saccheggiati da chi non ha saputo fare scelte virtuose ma soltanto viziose”

«Vorrei ulteriormente chiarire alcuni aspetti della vicenda rifiuti genovesi: Angelo Vaccarezza Fascia 01oggi non siamo davanti ad un’emergenza ma più semplicemente ci troviamo a dover fare i conti con un deficit strutturale e ad un’incapacità di programmare il futuro», dichiara il Presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza: «Il non aver fatto un piano dei rifiuti, tralasciando il fatto che la gente produce i rifiuti ogni giorno e qualcuno deve farsene carico, questa mancanza di lungimiranza porta oggi la Regione Liguria, che di questo non si è preoccupata, ad essere l’unica regione d’Italia che non ha un piano dei rifiuti».

«Da molto tempo si era a conoscenza di non avere discariche sufficienti per accogliere tutti i nostri rifiuti ed era quindi inevitabile che ci saremmo trovati di fronte prima, con una Scarpino che non può più ricevere rifiuti, ad una Provincia di Genova in difficoltà e, successivamente, ad un comune genovese in crisi. E quindi la Regione cosa fa? Mette in atto, forse, ciò che aveva già stabilito: portare tutto a Vado Ligure perché Vado Ligure è la pattumiera della Liguria».

«Noi in questi anni abbiamo fatto, e non parlo solo dell’Ente provincia ma anche della comunità savonese, un percorso virtuoso per cercare di mettere insieme tutte le esigenze, un percorso nel rispetto dell’ambiente, molti sacrifici e politiche strategiche per attrarre investimenti. Un percorso che ci è costato molto e che non può essere vanificato dall’incapacità del vicino anche se quel vicino si chiama Genova. Noi grazie a questo immenso lavoro ci siamo programmati un futuro di dieci quindici anni di smaltimento dei nostri rifiuti per poi accogliere quello che sarà il piano piano dei rifiuti a livello regionale. Un piano che consentirà alla Liguria di essere competitiva con quelle regioni che attualmente sono molto più avanti di noi nella gestione dei rifiuti».

«La Regione Liguria ora, in Pianura padana, sta cercando un inceneritore che accolga i suoi rifiuti, con il cappello in mano a chiedere al Piemonte. Certamente se quella di questi giorni fosse un’emergenza avrei già firmato per soccorrere la Superba e se di emergenza ad un certo punto si tratterà, alla fine, Savona farà la sua parte. Ma oggi, lo ribadisco, non siamo davanti ad un’emergenza semmai di fronte all’incapacità di non aver programmato per tempo. A questo la Provincia di Savona dice no. Lo so bene che il Presidente della Regione Liguria può emettere un’ordinanza e scavalcarmi ma allora dichiari in qualità di Governatore che oggi questa è un’emergenza e sostenga che tutto quello che ci troviamo ad affrontare non era prevedibile ieri».

«È ora di finirla di pensare che le province, ed in modo particolare la mia provincia, debbano essere continuamente depredate dalla sanità al trasporto pubblico, dalla portualità alla gestione del ciclo dei rifiuti. Noi oggi siamo saccheggiati da chi non ha saputo fare scelte virtuose ma soltanto viziose. È l’antica favola della cicala e della formica, non si può concepire che un giorno tutte e due conferiscano le stesse quote. Chi ha già dato e chi ha già risparmiato deve poter vedere riconosciuti i risultati, non deve essere trattato come una colonia, si tratta del rispetto dovuto ad una comunità come quella savonese. Se la Regione considererà nel modo appropriato la nostra provincia troverà la nostra collaborazione, diversamente noi resisteremo fino alla fine».