Elezioni, Milani (Alternativa per Albenga): “giudicate le nostre proposte ma basta con le etichette, non siamo una lista di sinistra”

di Fabrizio Pinna – “Vogliamo fare delle proposte, vogliamo essere 3 Alternativa per Albenga - Davide Milani 24-4-2014propositivi” e di certo “non vogliamo più essere etichettati, perché etichettarci vuol dire metterci in un angolo”. Con maggio alle porte e la campagna elettorale che inizierà davvero a entrare nel vivo dopo i preamboli solo interlocutori di aprile, il candidato Sindaco Davide Milani prova a mettere alcuni paletti, ribadendo la natura “civica” della lista Alternativa per Albenga (NdA: vedi Corsara 13-4-2014) e chiarendo il progetto etico/politico che la caratterizza anche nel programma per le amministrative.

RobertoMichels

“Noi non abbiamo più intenzione di essere etichettati come lista di sinistra o, peggio, di estrema sinistra; considerando – ed è solo un esempio – che tra i candidati c’è anche un ex frate cappuccino, direi che come lista di sinistra sarebbe piuttosto anomala”, ironizza Milani: “Noi stiamo invece tentando di rappresentare tutta quella fetta della popolazione che non è più rappresentata dalla politica, tutti quelli che sostanzialmente hanno deciso di smettere di essere etichettati ma hanno invece scelto di fare della propria vita uno strumento di merito. Noi lavoriamo sul merito delle persone e non sulle etichette; per questo abbiamo accettato nel nostro viaggio politico persone di tutte le estrazioni e di tutti i credo religiosi”.

Tra i punti di programma ci sono i molti nodi che Albenga dovrà sciogliere, compresi quelli che consentano alla città di invertire la rotta per uscire dalla crisi, trovando nuovo sviluppo e occupazione. Problemi che, dice Milani, di certo non si risolvono “promettendo nuove assunzioni in Comune, come gira più di una voce che qualcuno stia facendo”. “Noi vogliamo invece fare delle proposte serie e concrete; vogliamo, per esempio, che uno dei problemi – che è quello della Fruttital – sia preso in considerazione dalla nuova amministrazione comunale attraverso un tavolo di concertazione con la parte patronale, i lavoratori, i sindacati e le aziende agricole, per far diventare quella struttura un polo logistico per l’agricoltura: ci serve sul territorio e potrebbe essere un grande passo per riuscire a dare veramente occupazione”.

Contrario, dunque, all’idea che è stata prospettata di un nuovo centro commerciale? “Assolutamente contrario. Noi dobbiamo dare agli abitanti di Albenga uno strumento per riuscire ‘a tirarsi fuori il pane’, e magari diventare anche dei professionisti in un settore che tira l’economia di questo territorio: l’agricoltura. Non possiamo né dobbiamo aspettare all’infinito spostamenti di ferrovie per riuscire ad avere un polo logistico; noi lo abbiamo già lì, pronto, anche dal punto di vista strutturale”.

E poi bisogna puntare sul turismo, “ma credendoci veramente”. “Noi abbiamo da mettere insieme la storia di questo borgo, che è ed ha un centro storico meraviglioso, e la vitalità dei commercianti; abbiamo da mettere insieme il mare, l’entroterra e l’enogastronomia… quanti posti nel mondo possono avere tanti elementi così da mettere insieme? L’unica scelta politica che si può fare è trovare la capacità di metterli insieme. E noi dovremmo appunto fare quello”. Ma, aggiunge Davide Milani, “c’è anche un terzo punto che secondo noi è fondamentale: la politica ha bisogno di ricostruire il senso di comunità, che significa riuscire a fare in modo di mettere insieme i cittadini e non dividerli, perché più i cittadini riescono a convivere negli stessi spazi più questi diventano dei buoni cittadini”.

Molti naturalmente gli altri temi che saranno approfonditi le prossime settimane durante gli incontri con i cittadini – “noi siamo per la ‘piazza’, l’incontro e il confrondo diretto con la cittadinanza”, dice – e tra questi il forno crematorio, l’acqua pubblica, la sicurezza, la cultura dei diritti e della legalità. Sono “questioni che ci hanno già visto impegnati come cittadini anche fuori dal Comune”, tiene a sottolineare Milani, “un impegno che sicuramente in ogni caso proseguirà anche dopo il 26 maggio, e questo indipendentemente dall’esito del voto”.

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