“Una domanda di matrimonio”: a Finale in scena il teatro di Anton Cechov

È in corso la prevendita dei biglietti per lo spettacolo “Una domanda di Valsania Tesconimatrimonio” di Anton Cechov, che andrà in scena sabato 19 e domenica 20 aprile, nell’interpretazione di Carlotta Tesconi, Andrea Valsania ed Elio Berti e per la regia di Roberto Tesconi, all’Auditorium di Santa Caterina in Finalborgo (prevendita Libreria Cento Fiori, tel. 019 692319). Lo spettacolo è organizzato dal’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Finale Ligure con la direzione artistica del Teatro Garage di Genova.

LA TRAMA – Fra ruggini antiche di buon vicinato, e comici squarci di vita campestre, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui i battibecchi si alternano a riappacificazioni preludendo a quello che sarà la futura vita matrimoniale. Ivan Vasilevic Lomov si presenta in casa del possidente Stepan Stepanovic Cubukov per chiedere in moglie la figlia Natalia, che a sua volta pensa che Lomov sia venuto per un contratto d’affari, e scopre solo alla fine che si trattava di un contratto di matrimonio. Tutto il testo è basato su questo equivoco. Partendo da una piccola disputa sulla proprietà di un prato o da un diverbio sulle capacità dei propri cani, i due continueranno a scambiarsi invettive in un crescendo di battibecchi comici dallo scoppiettante finale. Anche in questo atto unico non ci troviamo di fronte a personalità di rilievo, ma a personaggi che annunciano e talvolta anticipano ridicole figure dai contorni borghesi, esseri puerili, prigionieri di sogni volgari, di ambizioni futili, capaci tutt’al più di piccole rivelazioni, svenimenti e capricciose pulsioni.

Roberto Tesconi – Note di regia. “La steppa mi è costata tanta energia che per un bel po’ non voglio far niente di serio”, scrive Cechov all’inizio del 1988. “… per non stare con le mani in mano ho scritto un vaudeville”. Oltre le parole di Cechov mi colpì una frase detta da Maksim Gor’kij, riferendosi all’amico: “Davanti a questa folla annoiata e grigia di esseri abulici un uomo è passato, grande, intelligente, attento a tutto; ha osservato gli stanchi abitanti della sua patria… e ha detto loro con la sua bella voce sincera: ‘’Voi vivete male, signori’’. La “Domanda di Matrimonio”, un vaudeville quindi, o “scherzo” come lo chiama l’autore; ritmo vorticoso, caratteri invincibili, pause calibrate scritte come su uno spartito musicale. Una struttura acrobatica tra equivoci, litigi, svenimenti, terreni contesi e cani da caccia, che non lasciano respirare né gli attori né gli spettatori. Mi sono molto divertito a leggerlo e a dirigerlo, con Carlotta, mia figlia, ho ritrovato i momenti giocosi che purtroppo crescendo un po’ si perdono. Con Andrea Valsania e l’amico Elio Berti una gioiosa complicità nel costruire gli equivoci suggeriti dall’autore. Un atto unico intriso di un’ironia leggera, un capolavoro di Anton Cechov”.