Albisola dice addio alla Fabbrica della ghiaia

Meno uno all’abbattimento della “Fabbrica della Ghiaia”, il vecchio edificio Albisola Fabbrica della ghiaiaindustriale in totale abbandono, con un mulino per la produzione, appunto,dei piccoli ciottoli di pietra, nel centro di di Albisola Superiore, proprio sull’argine del torrente Sansobbia.

Domani, mercoledì 12 marzo, alle 14,30, lo scheletro della fabbrica sarà abbattuto, nel corso di una “cerimonia di addio” promossa dal sindaco Franco Orsi. Con la sua demolizione e la conseguente bonifica dell’area, il sindaco Orsi intende “offrire un nuovo ‘biglietto d’ingresso’ alla città di Albisola, valorizzando il territorio, nella certezza che questa operazione sia un altro passo avanti verso l’obiettivo di migliorare la qualità urbana intesa come fattore di attrattiva, nella logica di una città che ricominci a crescere e termini così una fase di declino”.

Il Comune di Albisola Superiore aspettava questo momento da quasi quarant’anni, l’idea di demolire l’edificio risale infatti al 1976, ma un susseguirsi di impedimenti burogratici – l’edificio era un bene del Demanio- hanno sempre impedito l’arrivo delle ruspe.

Solo recentemente, con il passaggio delle competenze alla Regione Liguria – presente alle operazioni di abbattimento dell’edificio con l’assessore all’Ambiente Renata Briano- è arrivata la prescritta autorizzazione. Il cantiere dell’abbattimento di domani sarà complesso, spettacolare e le operazioni si dovranno svolgere in poche ore , per non creare problemi al traffico sull’adiacente autostrada A10 Genova-Savona. Un grande telone in Pvc proteggerà le carreggiate mentre l’edificio sarà sgretolato da i colpi di una grande gru- pinza.

La fabbrica della Ghiaia operò tra il 1952 e il 1957. La parte alta dell’edificio sovrasta l’adiacente corsia dell’autostrada per alcuni metri e ha rappresentato fino a oggi il degradato benvenuto nella città di Albisola per chiunque abbia transitato sull’autostrada e superato le due gallerie che delimitano l’ampia Piana Albisolese.  Il mulino, infatti, si erge nel mezzo della piana dove spiccano la Villa Gavotti, il complesso monumentale di San Nicolò e la collina del Castellaro (castello) tutti beni culturali storico-architettonici di grande pregio.