Albenga – Scajola scalda la sua gente, non si schiera, chiede unità e attacca Burlando

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di Mary Caridi – Il tour di Scajola ha fatto tappa ad Albenga. L’imperiese non ha ancora in tasca la certezza di una candidatura alle europee, ma testa il popolo del centrodestra. Prendere preferenze in Piemonte, Lombardia, DSC03283 (240x135)Valle d’Aosta e Liguria non è una passeggiata, neppure per lui che è stato un big nazionale, ma fuori dai giochi da alcuni anni, mentre nel frattempo la geografia e i temi dell’antipolitica e dell’antieuropeismo sono scoppiati.

La prima accoglienza davanti all’Ambra è stata colorita e nervosa: Luigi Tenderini, del Movimento forconi, infatti, lo ha accolto sventolandogli un pinocchio e urlando “è finita, per voi è finita, ve ne dovete andare a casa” ed altre frasi strillate che hanno fatto intervenire i Carabinieri per calmare l’uomo che dava in escandescenze.

DSC03289 (240x135)Ad ascoltarlo erano in tanti, provenienti da tutto il ponente e dalla Valbormida e le aspettative su un suo pronunciamento sull’affaire ingauno hanno aumentato la curiosità per il suo rientro sulle scene, dopo l’assoluzione sulla nota vicenda della “casa a sua insaputa”.

Ci ha tenuto molto a ringraziare gli amici di sempre – Schneck, Vaccarezza, Sasso, ha citato Ciangherotti: “ti vedo ingrassato” –  amici che non l’hanno abbandonato nei momenti neri; e lo stesso Vaccarezza ha parlato delle tante cicatrici di Scajola sulla schiena. Una metafora del tradimento alle spalle, mentre  nella sala in tanti delle fazioni in lotta su Schneck no / Nucera sì, hanno sentito un brivido scorrere lungo la schiena.nucerascajola

Scajola, con una dialettica di stampo retorico ha rievocato i bei tempi andati, quando lui da ministro  – a suo dire – ha portato opere e benessere nel territorio. Di quando i Claudio & Claudio – lui e Burlando – marciavano uniti solo per il bene della Liguria, pur da avversari politici ed enfaticamente,  di come ora che lui è fuori dalla vita politica, in Liguria non si è fatto più nulla.

Attacchi duri contro la sinistra, snocciolando una serie dati del tipo “dopo di me il diluvio”, frontalmente ha preso di mira Burlando, sia sull’interruzione ferrovia, per il deragliamento del treno restato due mesi lì appeso per mancanza di un permesso, sia di come opere come l’Albenga-Predosa, l’Aurelia bis, il raddoppio ferroviario, siano restate al palo.DSC03291 (240x135) Deridendo Burlando, gli ha ricordato che non è andando a giocare a carte nell’entroterra che si risolvono i problemi del territorio.

Non è mancato un accenno all’Aeroporto di Villanova, quello definito Aeroporto Scajola, motore – a suo dire – per l’economia della piana, ma in passato, più che altro fonte di debiti milionari, scaricati sulla collettività che ne ha pagato i costi.

Ha parlato di tutto insomma, di Liguria, di Albenga, chiedendo a tutti di restare uniti per non far vincere la sinistra. Ma anche discutendo di primarie, ormai fuori tempo massimo, ha evitato di intromettersi nelle beghe ingaune. L’endorsement per il suo amico Roberto Schneck che qualcuno attendeva, non c’è stato e si è guardato bene di citare il suo avversario alla corsa di sindaco Massimiliano Nucera, ormai candidato in pectore.

La sua “campagna d’ascolto” del territorio, più che di ascolto dei cittadini considerato che non era possibile un’interlocuzione, è finita con diventare DSC03303 (240x135)una passerella per lui, alla ricerca di quel consenso che pensa ancora di avere dal centro destra e tentando di cogliere i segnali di una sua rinnovata leadership.

Tutto sommato per lui è andata bene. Battimani e sorrisi – tanti – e gente orfana di un capo carismatico a guidarli. Il rinnovamento se ci sarà avrà ancora bisogno del tutor “sciaboletta”.