Rischio idrogeologico, Rixi: “Caso Liguria: l’unica regione dove gli alluvionati pagano i danni due volte”

«Trovo assurdo che per fare fronte ai danni causati dalle alluvioni, dalle Edoardo Rixi 1G00frane e dagli smottamenti diffusi su tutto il territorio, da Ventimiglia a Ortonovo, la Regione metta mano al portafoglio dei liguri, penalizzati doppiamente sia dai disservizi conseguenti ai danni sia dall’eccessiva fiscalità locale adottata dall’ente regionale» ha detto Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, questa mattina durante il consiglio regionale dedicato allo stato di emergenza della Liguria in seguito agli eventi calamitosi che si sono verificati nelle ultime settimane.

«Questa giunta dimostra scarsa sensibilità per chi ha avuto danni o addirittura ha perso tutto a causa di frane o alluvioni – ha detto Rixi – tassando alla pompa di benzina i liguri, non è pensabile che si possano reperire risorse sufficienti a sanare situazioni drammatiche come quelle che si sono verificate in questi anni. Occorre invece un pressing forte sul governo affinché vengano cambiati i criteri di destinazione dei fondi emergenziali altrimenti la nostra regione, penalizzata dalle proprie dimensioni e dalla peculiare conformazione orografica, si troverà sempre con meno risorse stanziate a favore di interventi davvero risolutivi per il territorio. Se ci troviamo a dover sempre ricorrere alle tasche dei cittadini per fare cassa, è evidente che ministri e sottosegretari liguri, di governi tecnici e di “larghe intese”, poca attenzione riservino alla nostra regione e poco si preoccupino del proprio territorio».

«Nel frattempo, la Liguria si ritrova isolata e a essere l’unica regione d’Europa, Est compreso, ad avere una linea ferroviaria interrotta per due mesi: neppure nel 1944 i bombardamenti alleati erano riusciti a tanto, interrompendo al massimo per 12 ore la circolazione dei treni. Se siamo arrivati a questo paradosso è anche perché i lavori per il raddoppio Andora-San Lorenzo procedono con lentezza: dovevano terminare nel 2013, ma oggi si parla di 2015, il che vuol dire che la linea sarà attivata magari nel 2016. Nel frattempo i pendolari sono costretti a salire e scendere dai bus navetta per fare pochi chilometri di strada oppure ricorrere ai mezzi privati per andare al lavoro, con i costi aggiuntivi in termini di prezzo di carburante che rendono la Liguria la regione più cara rispetto alle confinanti Lombardia, Toscana, Piemonte e Francia».

«Se davvero vogliamo risolvere le criticità del nostro territorio, occorre intervenire con lungimiranza: i “tappulli” di questa giunta non possono salvare il nostro territorio ferito. Dobbiamo invece andare a monte, risalire alle cause di questi continui disastri che rendono sempre più precario il nostro entroterra. Occorre introdurre un sistema premiante, e non più punitivo come avviene oggi, per i comportamenti virtuosi dei tanti liguri che vogliono mettere in sicurezza i propri terreni e boschi. È necessario promuovere il ritorno all’entroterra, magari attraverso agevolazioni fiscali per l’apertura di nuove imprese sostenibili, invertendo lo sboom demografico dell’Appennino che ha raggiunto cifre record in Liguria a livello nazionale. Certo, non è tagliando i servizi sociosanitari o di trasporto nell’entroterra – come questa giunta sta facendo – che si incentiva il ripopolamento delle nostre campagne che oggi franano per un progressivo abbandono iniziato oltre 40 anni fa».