Rischio idrogeologico, Pellerano: “La prevenzione inizia a scuola”

«Ritengo fondamentale per un nuovo e più consapevole approccio alla Lorenzo Pelleranosicurezza e alla gestione delle situazioni emergenziali, anche tra le nuove generazioni, che siano coinvolte le scuole, elementari e medie, i dirigenti scolastici e il coordinamento dei genitori». Così Lorenzo Pellerano, consigliere regionale della Lista Biasotti, è intervenuto questa mattina durante il consiglio monotematico dedicato agli eventi alluvionali che hanno colpito la Liguria.

«Come chiedo nella mia interrogazione – dice Pellerano – ritengo indispensabile la divulgazione  del piano di emergenza comunale che coinvolga, come parti attive, le scuole sia del territorio comunale genovese sia della regione. È tristemente noto come, in occasione dell’alluvione del 2011, siano stati interessati molti  edifici scolastici del Comune di Genova. Senza andare troppo nel dettaglio di quelle drammatiche circostanze, penso sia evidente come in quel giorno sia stato quanto meno insufficiente il coordinamento tra enti preposti alla protezione civile e le scuole stesse. Per evitare che in futuro si possano ripetere gap o falle nella comunicazione e nella gestione delle emergenze, sarebbe auspicabile che, come suggerito dai genitori del Coordinamento Presidenti Scuole, sia reso pubblico lo stato dell’arte relativamente ai Piani di emergenza comunali, in possesso del 65% dei Comuni liguri».

«Ricordo che il responsabile del servizio di prevenzione e protezione negli edifici scolastici è il dirigente scolastico, che deve predisporre e aggiornare il Documento di valutazione rischi e, soprattutto, il piano di emergenza della scuola e il piano di evacuazione. Proprio per evitare che si ripetano eventi tragici come quelli a cui abbiamo assistito durante l’ultima alluvione di Genova, il piano di emergenza del Comune e quello della scuola devono dialogare: è impensabile che il piano di emergenza della scuola non contestualizzi i contenuti del piano comunale e non tenga conto del contesto urbano in cui la scuola è situata e della sua appartenenza territoriale (zona esondabile, zona a rischio frane ecc). In caso di emergenza idrogeologica il piano di emergenza della scuola deve raccordarsi con le procedere descritte dal piano di emergenza del Comune in modo da non intralciare le strutture di emergenza dispiegate dal Comune.

La sinergia tra i due piani è il primo obiettivo da raggiungere. Secondo punto, ma non meno importante, è quello di sensibilizzare i genitori e, soprattutto, gli studenti sulla cultura della sicurezza. È a scuola che si formano i cittadini e gli amministratori di domani ed è proprio per avere cittadini e amministratori informati e responsabili che si deve inserire la protezione civile tra le materie scolastiche».

«Anche su questi temi la Liguria deve lavorare e far sentire la sua voce a Roma. Lo stato di vetustà degli edifici scolastici liguri è a dir poco preoccupante. Secondo il report Legambiente, circa il 59% delle scuole liguri ha oltre 40 anni e il 19% dai 70 agli oltre 100 anni di vita. È vero che la Regione Liguria ha attivato il portale dell’Anagrafe edilizia scolastica, ma è anche vero che i dati in esso contenuti e riferiti al patrimonio scolastico sono accessibili solo agli uffici abilitati di enti e istituzioni scolastiche. Al singolo cittadino non è dato accedere alle informazioni relative alle planimetrie degli edifici o ai riferimenti geomorfologici delle zone in cui questi sorgono. Ritengo sarebbe opportuno – ha concluso Pellerano – che queste informazioni vengano rese pubbliche di modo che, per esempio, ogni genitore sia in grado di reperire, in maniera chiara e immediata, le informazioni base sulla scuola frequentata dal proprio figlio».