Pinocchio di Babilonia Teatri, sul palco dell’Ambra una vera esperienza di vita

di Alfredo Sgarlato – Torna sul palco dell’Ambra di Albenga Babilonia Babilonia Teatri - PinocchioTeatri, la compagnia che anni fa aveva sconvolto la platea con Made In Italy, spettacolo dai toni dissacranti e dal linguaggio estremo. Questa volta assistiamo a qualcosa di completamente diverso. È difficile parlare di spettacolo: abbiamo sul palco tre persone, Paolo Facchini, Luigi Ferrarini e Francesco Capasso, più un quarto che non si presenta e non parlerà mai, che non sono attori (solo il terzo scopriremo poi esserlo, ma per cause di forza maggiore è un sostituto) ma interpreti di sé stessi e delle proprie vite, realmente messi a nudo, indossano solo mutande o pantaloncini, e raccontano le proprie vite e i propri sogni.

Sono persone uscite dal coma. Hanno reagito nel modo migliore, riprendendosi la propria vita e raccontandola agli altri. Ecco perché la metafora di Pinocchio: un burattino che diventa un essere umano, tre persone che erano come morte e adesso sono vive. Non manca certo la componente sociale che ha reso nota Babilonia Teatri, qui con la metafora del Paese dei Balocchi. I tre interagiscono con una voce fuori campo, un po’ alla Ciprì e Maresco ma senza la cattiveria dei due siciliani, e mostrano una notevole capacità di stare in scena unita a una naturale simpatia.

Per quanto il tema sia forte, a tratti insostenibile, e i tre, pur sempre metaforizzandole attraverso gli episodi di Pinocchiio, accettino di rivivere le proprie esperienze, non mancano i momenti buffi, sottolineati da risate e applausi a scena aperta. In questo lavoro la compagnia Babilonia Teatri, che è tra le compagnie più premiate e apprezzate dalla critica negli ultimi anni (Premio Ubu 2001 e 2009), ha scelto di essere solo autrice del testo, e lasciare la scena a Gli Amici di Luca, compagnia nata a Bologna nel 2003 con lo scopo di facilitare la riabilitazione di persone uscite dal coma.

L’incontro è riuscito perfettamente e la standing ovation finale premia il coraggio e l’umanità delle persone, sottolineo persone e non attori, che abbiamo ammirato ieri sera sul palco e di chi ha ideato lo spettacolo e infine di Kornoteatro che ci ha dato la possibilità di vederlo.