Occupazione ligure in caduta libera: tra 2012 e 2013 in Liguria altre 20.500 persone hanno perso il lavoro

Occupazione ligure in caduta libera nel secondo ciclo recessivo 2012-2013. Giancarlo Grasso 02La dinamica dei dati è frutto dello studio di Confartigianato Liguria da fonte Istat, che rivela un calo di 20.500 occupati (-3,2%) tra terzo trimestre 2012 e lo stesso periodo del 2013. Valore che posiziona la nostra regione ben distante dalle medie del Nord-Ovest, vicinissime allo zero (-0,1%) e di quasi un punto superiore alla media italiana (-2,3%).

Prendendo in esame l’imprenditoria artigiana negli ultimi tre anni, si stima che nella sola Liguria il settore abbia perso oltre 2.600 dipendenti, che corrisponde al -7,1% tra 2010 e 2013: dato, questo, migliore rispetto a quello italiano (-8,3%, 120 mila unità in meno), ma peggiore della media del Nord Ovest, che si attesta sul -6,4% (a significare la perdita del lavoro per quasi 27.500 artigiani). Se al primo posto troviamo la Provincia autonoma di Bolzano (-1,1%), al secondo c’è il Veneto (-4,7%): è proprio il Nord Est a reggere meglio, pur registrando una riduzione degli occupati del 5,4%. Fa sicuramente peggio il Centro Italia, con un pesante -8,4%, ma i più sconfortanti sono i dati del Sud: il crollo dell’occupazione artigiana del Mezzogiorno è del 13,6%, con la Sicilia fanalino di coda del Paese (-16%).

«Sono dati allarmanti – spiega il presidente di Confartigianato Liguria, Giancarlo Grasso – considerando che, nonostante il nono posto in Italia per la Liguria, ci sono comunque regioni, come le Marche, in cui l’occupazione, pur registrando un calo del 6,6%, ha un andamento migliore rispetto a quello ligure. A incidere pesantemente è stato soprattutto l’anno appena concluso, durante il quale il segno meno nell’artigianato ha toccato il 3,6%: ciò significa che la Liguria, per la struttura del proprio tessuto economico, costituito in prevalenza di micro e piccole imprese, ha retto meglio nei primi anni di crisi, ma nel lungo periodo gli effetti negativi della congiuntura economica si sono fatti sentire».

A livello provinciale, la situazione peggiore si trova a Genova, dove tra 2010 e 2013 i dipendenti artigiani sono calati del 5,1%, valore che in concreto corrisponde a oltre 900 persone rimaste senza lavoro. Segue Savona, che ha perso 733 unità e che registra la variazione più pesante tra 2010 e 2013, con un tracollo del 10,3% dell’occupazione dipendente, Imperia (-503 unità e seconda peggior variazione della Liguria con -9,6%) e La Spezia (-420, pari al -7%). Parte del crollo è anche dovuta a una pesante diminuzione nell’utilizzo dell’apprendistato: si tratta di una forma occupazionale che nell’artigianato italiano rappresenta l’11,5% delle assunzioni stagionali, quasi una volta e mezza rispetto alla percentuale relativa alle aziende non artigiane. Una forte vocazione intaccata però – sottolinea Confartigianato – da interventi legislativi che hanno portato a un calo di quasi il 34% nel 2013 rispetto al 2012. «Speriamo – continua il presidente Grasso – che gli incentivi regionali per l’inserimento lavorativo di 1.000 giovani possano trovare la risposta delle imprese liguri e mitigare il calo dell’occupazione ligure. A partire dal 22 febbraio infatti le imprese potranno presentare le domande e avere un contributo pubblico per sei mesi di tirocinio».

Ad affiancare le negative dinamiche dell’occupazione, anche gli effetti della pressione fiscale italiana sul lavoro che, con un tasso del 42,3%, è al secondo posto in Europa. Uno sbilanciamento tale da accentuare il fenomeno del sommerso: Confartigianato calcola che in Liguria l’irregolarità del lavoro è cresciuta dello 0,7% tra 2008 e 2012, attestandosi su una percentuale del 12,3% di unità lavorative “sommerse”. Un dato preoccupante che, a dispetto del -0,4% medio del Nord Ovest, posiziona la nostra regione al decimo posto in Italia, immediatamente dopo il Sud: il Mezzogiorno vede il picco di incrementi in Sardegna (+4,4%), Calabria (+4,3%) e Molise (+3%).

A ciò si aggiunge anche la dinamica negativa della cassa integrazione, con quasi 880 milioni di ore autorizzate in Italia tra gennaio e ottobre 2013. Nello stesso periodo in Liguria sono state autorizzate oltre 13 milioni di ore di Cig nei vari settori produttivi, di cui 352 mila (il 2,7%) nell’artigianato. Di queste, la maggior parte (quasi 204 mila) nella provincia di Genova.