Rischio idrogeologico, Rixi: “Necessario incentivare le pratiche virtuose a difesa del territorio”

«Non mi risulta che in concreto la Regione preveda incentivi, sul modello Edoardo Rixi 1G00di quelli in vigore per il comparto edile, per i privati che vogliano fare, a proprie spese, interventi di prevenzione sui terreni, nelle campagne o nei boschi di proprietà per metterli in sicurezza da eventuali rischi di smottamenti o frane» dice Edoardo Rixi, consigliere regionale della Lega Nord, che sta preparando un’interrogazione urgente in Regione sul tema della prevenzione nelle situazioni di pericolo idrogeologico.

«Purtroppo – commenta Rixi – è chiaro a tutti, anche ai meno esperti, che il nostro territorio è a serio rischio. La frana di Andora è solo l’ultimo caso in ordine di tempo e il più eclatante visto che riguarda una tratta ferroviaria internazionale, ma non è l’unico. Microfrane e smottamenti di terreno sono ormai all’ordine del giorno, segno evidente di un territorio ferito da interventi antropici, spesso dissennati e che non riguardano solo i casi di abusivismo, ma spesso anche operazioni di urbanizzazione selvaggia autorizzata tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Tuttavia, sebbene persistano atteggiamenti di scarsa attenzione all’ambiente, ritengo che nei liguri si stia sviluppando una forte attenzione e rispetto per il proprio territorio, così come per tradizione si siano sempre comportati. Le coltivazioni delle viti sulle Cinque Terre, la tecnica diffusa dei muretti a secco sono esempi lampanti che dimostrano quanto i liguri siano sempre stati molto propensi alla cura del proprio territorio».

«Pertanto penso sarebbe opportuno promuovere iniziative virtuose che, in un momento di crisi economica come quello attuale, incentivino le opere dei privati a difesa del territorio. Aspettando la risposta degli assessori competenti, a oggi però non mi risulta che la Regione abbia mai messo in campo strumenti concreti per agevolazioni anche di tipo fiscale per chi, a proprie spese, decida per esempio di fare un’indagine sullo stato del proprio terreno magari ricorrendo a tecnici e geologi e, qualora se ne presenti la necessità, intervenga per mettere il suo terreno in sicurezza. Un incentivo concreto potrebbe essere l’applicazione di tassi di Iva agevolati per opere di manutenzione dei muri a secco o per chi costruisce bacini di ritenzione che impediscano un apporto di acqua piovana che il terreno non è in grado di assorbire. Oppure agevolazioni come quelle che già esistono per l’efficientamento energetico nel campo dell’edilizia: perché mettere in sicurezza un appezzamento di terreno non può rientrare negli interventi edili? A oggi mi pare che la Regione abbia fatto poco o forse niente per incentivare le opere di chi, a regola d’arte, voglia salvaguardare il territorio».

«Auspico – conclude Rixi – che la mia interrogazione risvegli la coscienza anche dell’assessore all’Urbanistica Cascino che prima di chiamare in causa i liguri che, a suo dire in un comunicato ufficiale, sono troppo attaccati ai “ravatti” e quindi danneggiano l’ambiente, magari pensi a incentivare i tanti, tantissimi liguri che vorrebbero un riconoscimento, almeno fiscale, verso il proprio impegno nella cura dei propri terreni».