Ad Albenga una toccante serata col pianoforte di Giovanni Doria Miglietta

di Alfredo Sgarlato – Si è aperta ieri sera ad Albenga la stagione d’autunno dei concerti alla “Wunderkammer” di Palazzo Oddo. Protagonista della serata il pianista imperiese Giovanni Doria Miglietta, insegnante del neonato Liceo Musicale di Albenga e concertista di livello internazionale. Il primo compositore con cui si cimenta è Franz Liszt, con due studi. Il primo, lo Studio da concerto n. 145 “Mormorii della foresta” (1862) è un brano scintillante che, se nella melodia è ben inserito nell’espressività romantica, coi suoi effetti descrittivi, molto evocativi, anticipa già l’espressionismo. Il secondo, Studio da concerto n. 144 “Un sospiro” (1862), è più intimista. Iniziare un concerto con Lizt, un autore i cui brani sono di una complessità a volte spaventosa, non è certo facile, di solito gli viene riservato il gran finale; Doria Miglietta lo esegue con grande scioltezza.

La seconda esecuzione della serata spetta a Beethoven, con la Sonata n. 17 detta “La tempesta” (1801, generalmente questi titoli non venivano dati dagli autori ma dagli editori, e i compositori li accettavano obtorto collo). Come racconta Doria Miglietta, che introduce sempre i brani con una presentazione sulla storia e le tematiche formali delle opere, Beethoven iniziava ad essere stanco delle rigide impostazione formali imposte dal Classicismo, e con questa Sonata sperimenta una costruzione diversa nei tempi, mentre la costruzione melodica, marziale, incalzante, con accordi gravi ed evoluzione razionale, è perfettamente nello spirito del tempo.

Dopo l’intervallo tocca ad una breve composizione di Robert Schumann, le Variazioni sul tema “Abegg” op. 1 (1830). L’autore, in un periodo in cui era appassionato del massimo virtuosismo, dedica una composizione ad una misteriosa contessa, il cui cognome “Abegg”, consiste in una serie di note secondo la denominazioni inglese (Do = C etc.), ma probabilmente la contessa non è mai esistita e il brano era dedicato a una giovane allieva. Brano brillante e seducente, che il pianista imperiese esegue conquistando il pubblico che ha riempito la sala.

Il viaggio musicale arriva al ‘900, con la Sonata n. 3 op. 28 di Sergej Prokof’ev (1907) e una Fantasia dal capolavoro “Porgy and Bess” di George Gershwin nella trascrizione di Earl Wild. Il primo brano è un’opera giovanile del grande compositore russo, in cui si notano già i molti influssi che caratterizzano il lavoro di Porkof’ev, da una riscoperta del classicismo al forte legame con la tradizione polare, introducendo quelle cadenze percussive che ritroveremo in Stravinskij e Bartok. Un brano molto bello che conquista anche chi non ha dimestichezza con le musiche del secolo scorso. Le composizioni di Gershwin non dovrebbero avere bisogno di presentazioni, della fantasia, che è molto lunga, Doria Miglietta esegue la parte finale, che si apre con “I loves you Porgy” (i titoli sono volutamente sgrammaticati, l’opera è ambientata nei bassifondi), che probabilmente conoscerete nella versione di Nina Simone.

Il Maestro Doria Miglietta, con una bella scelta di repertorio sia romantico che contemporaneo, ha fornito un’esibizione ottima, che il pubblico ha ripagato con calorosi applausi. Il virtuosismo delle composizioni non contrastava la bellezza delle melodie, richiamato a lungo per il bis il pianista ha eseguito ancora una composizione di autore vivente, Marco Reghezza di Arma di Taggia, intitolato “Rintocchi di tristezza”, un brano toccante dalle dissonanze non estreme, dedicato a un amico defunto. La rassegna, organizzata dalla Fondazione Oddi col contributo del Comune di Albenga e la Direzione artistica di Maurizio Natoli, proseguirà nei mesi di novembre e dicembre con i concerti di Lamberto Curtoni, Riccardo Zegna, Diego Campagna e del duo Doria Miglietta- Curtoni.

*Foto cortesia della Fondazione Oddi

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