Con “Nina” di Paisiello, grande pomeriggio al Chiabrera di Savona

Al Chiabrera di Savona, un finale grandioso sottolineato dai ripetuti applausi per la “Nina” di Giovanni Paisiello |

di Laura Sergi – Bellissima rappresentazione ieri, domenica 16 ottobre, al teatro Chiabrera di Savona: ‘Nina, o sia la pazza per amore’, di Giovanni Paisiello (commedia in prosa ed in versi per musica tradotta dal francese, libretto di Benoît-Joseph Marsollier des Vivetières), ha aperto la stagione autunnale dell’Opera Giocosa e ha reso felici i melomani non solo del capoluogo.

La prima esecuzione in tempi moderni della Prima versione, andata in scena a Caserta il 25 giugno 1789 (un solo atto), nella nuova edizione critica a cura di Lucio Tufano, collima con il desiderio del presidente della Giocosa, maestro Giovanni Di Stefano, di ‘dare a tutti un buon motivo per venire a Savona’. Quindi, almeno nei mesi freddi, occorre approntare un cartellone di opere desuete, che possa stimolare l’interesse degli amanti della lirica a giungere nella nostra città.

L’aria della zampogna, con la quale è iniziato l’evento, non appartiene alla Prima versione, ma è stata inserita nel prologo proprio per l’importanza che ha ottenuto nel corso degli anni, fra tutti gli aggiustamenti che si sono susseguiti e che hanno esteso la rappresentazione da un solo atto alla versione a due atti più nota.

Ma il pomeriggio di domenica è stato esaustivo anche di quanto detto da Di Stefano alla conferenza stampa di presentazione della stagione, riguardo la difficoltà, in quel momento storico, di rappresentare un titolo che, proprio per i parlati, chiedeva una cosa sacrosanta agli interpreti che calcavano le scene: saper recitare! E Giuseppina Piunti, Francisco Brito, Rocco Cavalluzzi, Carolina Lippo e Andrea Vincenzo Bonsignore, nonché tutto il Coro lirico Pietro Mascagni di Savona (maestro Gianluca Ascheri) hanno dimostrato ampiamente di essere anche bravi attori…

Sotto l’Orchestra Sinfonica di Sanremo diretta dall’ottimo Alvise Casellati, Piunti è stata la brava ‘pazza per amore’ che voleva il compositore: semplice, lineare, ingenua e infantile, non isterica. Molto valida l’esecuzione di Brito nei panni dell’amato Lindoro, e puntuale Cavalluzzi nel ruolo del genitore di cui la figlia ha paura, e che vorrebbe tanto tornare indietro e non commettere più l’errore fatto. Lippo, quale Susanna, ha un istante incerto ma poi recupera grandemente; al suo fianco, fra le parti minori, anche il valido Bonsignore nei panni di Giorgio.

Sotto la regia di Stefania Panighini, un’abbondanza di momenti di puro teatro che rendevano felici i presenti, accompagnando i passi pericolanti della ‘Nina’, il suo allontanamento in solitudine, i gesti intempestivi del padre, o ancora l’amato che freme, perché vorrebbe tanto svelarsi…

Un po’ luna, un po’ mura di castello, un po’ pietra: un cerchio grigio posato sulla sinistra del palco s’impone nelle scene realizzate da Damiano Pastoressa. A destra, enormi libroni per il piacere della lettura, capaci di attirare contadini e contadine; all’occorrenza, a loro volta, massi su cui si siede la ragazza per scrivere del suo Lindoro. La macchia di colore è nel diario della giovane e nei papaveri che coglie, che svetta sugli appropriati costumi di Veronica Pattuelli.

Un finale grandioso, sottolineato dai ripetuti applausi di un pubblico convinto, per un evento in collaborazione con il Giovanni Paisiello Festival (a cui si riferisce la foto) e gli Amici della Musica Arcangelo Speranza di Taranto.

Alla prossima, allora, con ‘Gianni Schicchi’ di Giacomo Puccini, che ci sarà il 19 novembre, sempre alle ore 17, e non, come annunciato in precedenza, il 18 novembre.