Contro le mafie, don Ciotti Fionda di Legno 2019: “non c’è regione d’Italia che possa considerarsi deserta”

(effe) Albenga. “Per Albenga è stato un orgoglio averla qui come ospite”: il sindaco ha riassunto così ieri sera l’accoglienza della città a don Luigi Ciotti che al Teatro Ambra ha ricevuto dai Fieui di caruggi, dalle mani di Gino Rapa e Antonio Ricci, la Fionda di Legno 2019.

Vedi (di Alfredo Sgarlato) Fionda di Legno 2019, ovazione per Don Ciotti

Libera contro le mafie

E felice ed onorato del Premio si è detto don Ciotti, soprattutto a nome del “Noi” di Libera, la sua associazione animatrice – fra le tante attività – della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che giovedì ha coinvolto anche le scuole di Albenga. Un passaggio generazionale importante perché, ha ripetuto con forza don Ciotti, le mafie sono cambiate ma “sono tornate più forti di trent’anni fa” e dobbiamo dunque prenderne maggiore coscienza. Proprio alla manifestazione della XXIV Giornata della memoria e dell’impegno la vicepresidente della Regione Liguria, Sonia Viale, in un incontro a Sestri Levante ha ricordato che “ci sono ormai evidenze della presenza di organizzazioni mafiose anche in Liguria”; la Commissione I regionale sta valutando – su proposta dei gruppi PD e M5S – l’istituzione di una ‘Commissione di Studio antimafia’ che fornirebbe qualche strumento d’azione in più, come già avviene in altre regioni.

Don Ciotti Libera

Perché, parole dette ieri sera da don Ciotti, “dall’ultimo rapporto al Parlamento italiano, la vera fotografia oggi è che non c’è regione d’Italia che possa considerarsi deserta”: “secondo: le mafie sono cambiate, hanno costruito nuove alleanze, sono reticolari e soprattutto sono diventate flessibili; terzo: si sono fatte imprenditrici; quarto: questa nuova area grigia, la commistione tra legale e illegale”. Certo, ha proseguito don Ciotti, “dobbiamo esprimere stima e riconoscenza al generoso e grande lavoro delle forze di polizia, della magistratura, delle prefetture e di segmenti delle istituzioni – non tutte – ma dobbiamo tutti molto umilmente prendere coscienza che loro sono tornati più forti di prima”: “C’è un ruolo quindi che chiediamo alle istituzioni, ma c’è un ruolo che dobbiamo chiedere anche alle nostre coscienze, a noi stessi cittadini, e credo che la prima riforma che deve essere fatta nel nostro Paese sia la riforma delle nostre coscienze”.

Le motivazioni per il Premio Fionda 2019

«Fionda di legno a don Luigi Ciotti per un’intera vita dedicata alla ricerca di una giustizia sociale troppo spesso latitante nella nostra epoca. Per le lotte avviate e sostenute in difesa di chi è sempre costretto a stare ai margini della società. Per avere insegnato che la politica deve partire dai bisogni reali e dall’ esistenza concreta delle persone ed essere al servizio del bene comune e della pace. Per essere uno straordinario lottatore di speranza e di vita. Fionda di legno a don Ciotti per avere fatto capire che è facile commuoversi, ma molto più difficile muoversi e che prendere atto della propria fragilità è segno di forza. Fionda di legno a don Ciotti per essere un piccolo uomo innamorato della legalità e della giustizia, un trafficante di sogni come don Gallo e come lui armato del Vangelo e della Costituzione. Capace di opporsi anche alla grande criminalità organizzata, alla mafia, alla corruzione di alto livello, mettendoci sempre la faccia e rischiando ogni volta in prima persona. Per essere la guida carismatica di tanti giovani che hanno trovato in lui la forza per non arrendersi e lo stimolo per sperare in un futuro più umano.»

Vedi Senso civico, quando c’è e quando manca