Prime polemiche col governo Draghi. Toti: “in Liguria variante inglese covid nel 15% dei tamponi; al via campagna vaccinale”

"Di qui al 5 marzo dovremo pensare a regole che rendano più flessibili gli interventi che facciamo in alcuni territori perché la circolazione del virus è molto differenziata: spero che il nuovo governo voglia farlo”

Giovanni Toti - Regione Liguria nella Sala trasparenza

Il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti ha fatto il punto questa sera sull’emergenza Covid in vista dell’avvio della fase2 della campagna vaccinale. “La prossima settimana sarà quella in cui si cominceranno a fare più 20mila vaccini alla settimana, ovviamente partendo dai nostri anziani. Domani sera alle 23 si aprirà la prenotazione informatica sul portale prenotovaccino.regione.liguria.it, martedì saranno attivi anche gli altri canali di prenotazione e da mercoledì 17 febbraio inizierà la vera vaccinazione rivolta gli ultra80enni sul territorio, con il doppio obiettivo di mettere in sicurezza i nostri cittadini più fragili, che sono i più esposti ai rischi di ospedalizzazione e complicanze anche letali, e di alleggerire il lavoro dei nostri ospedali”.

Per quanto riguarda la circolazione del virus, il presidente della Regione ha evidenziato che “in Liguria abbiamo registrato la circolazione variante inglese nel 15% dei tamponi effettuati, ma senza che questo abbia determinato significativi scostamenti dell’Rt sul nostro territorio. Ovviamente terremo la situazione sempre monitorata”. Stabile la pressione sugli ospedali: “In Liguria manteniamo un andamento fisiologico – ha osservato Toti – che abbiamo osservato per tutto il mese scorso, con circa 650 pazienti in ospedale di cui circa il 10% in terapia intensiva. Oggi abbiamo 653 pazienti ricoverati, 13 in più di ieri: succede spesso che questo dato aumenti leggermente la domenica, quando è più complesso procedere alle dimissioni verso le nostre strutture di convalescenza covid o verso il domicilio. Sono 62 i pazienti in terapia intensiva”.

“Oggi – ha proseguito – abbiamo registrato 8 decessi: rimane un dato drammatico che tuttavia è diminuito nelle ultime settimane e questo mi rassicura sul fatto che la penetrazione del virus sul nostro territorio sia coerente con un quadro di equilibrio e stabilità che ci siamo guadagnati grazie al rispetto delle regole da parte di tutti”. Sul fronte vaccini Toti ha ricordato che “oggi abbiamo proseguito a vaccinare i lavoratori frontalieri, per mettere in sicurezza loro stessi e il sistema sanitario della Asl1 che ultimamente ha sofferto di più”.

Le polemiche sulla Liguria in zona arancione e gli impianti sciistici

Ancora polemiche sulla rotta di collisione in cui vengono a trovarsi le esigenze di tutela della salute pubblica e le restrizioni alle attività economiche sulle quali pesano i divieti. L’ultimo Dpcm (del 14 gennaio) varato dal precedente Governo Conte ha la sua naturale scadenza il 5 marzo, ma con il giuramento sabato al Quirinale del nuovo Governo Draghi – che ha confermato nell’incarico il ministro della Salute Speranza – fin da subito ha iniziato a esondare il pressing politico per rivedere i criteri di gestione della pandemia.

Liguria in zona arancione e San Valentino. Il presidente Toti ricordando che da oggi e per le prossime due settimane la Liguria è in zona arancione ha riespresso le sue opinioni in proposito: “Avevo chiesto di poter posticipare il passaggio di 12 ore per consentire ai ristoratori di rimanere aperti oggi a pranzo, nel giorno di San Valentino. Mi è stato risposto che non era possibile farlo, nonostante abbia scritto anche al Presidente del Consiglio Mario Draghi. Ritengo che il Paese meriti un cambio di passo, un’attenzione in più per il mondo economico che sta soffrendo da mesi e che oggi ha protestato. Qualcuno è anche rimasto aperto per protesta: ovviamente la legge si rispetta, anche se comprendo l’esasperazione delle persone che non ce la fanno più in questo modo. Di qui al 5 marzo dovremo pensare a regole che rendano più flessibili gli interventi che facciamo in alcuni territori perché la circolazione del virus è molto differenziata: spero che il nuovo governo voglia farlo”.

Il blocco dell’apertura degli impianti sciistici in zona gialla. Essendo la Liguria in zona arancione, nell’immediato per la nostra regione risulta irrilevante la decisione arrivata oggi dal governo che ha bloccato l’apertura degli impianti sciistici anche nelle zone gialle dove avrebbero potuto riaprire da lunedì 15 febbraio: il divieto generalizzato in tutta Italia è stato prorogato fino al 5 marzo dal Ministero della Salute che ha ritenuto di recepire le indicazione del Cts contrarie alla riapertura in vista del peggioramento della pandemia previsto con la crescente diffusione delle varianti covid che presentano un maggiore tasso di contagiosità.

Polemiche via social da parte del presidente di Regione Liguria non sono comunque mancate anche su questo: “Poco fa, dopo una settimana di balletto sul si apre o no, siccome sono preoccupati per le varianti, hanno deciso di chiudere per un altro mese. Non è una decisione facile e lo comprendo ma la gente non può scoprire la domenica sera cosa farà il lunedì mattina né possiamo prendere una decisione e poi spaventarci 24 ore prima che diventi operativa. Nessuno lunedì si sarebbe precipitato a sciare: le regioni sono chiuse, ci sono precise regole del protocollo di sicurezza e domani la gente lavora. Credo che sarebbe stato un segnale quello di dire che piano piano si cerca di tornare alla normalità, in concomitanza con la stagione dei vaccini. Altrimenti rimandiamo e diamo un’idea di confusione. Credo che dal nuovo governo Draghi il Paese si aspetti qualcosa di diverso e anche io. Le leggi si rispettano ma serve uno scatto di dignità e qualità”, ha concluso Toti.


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