Ponte di Genova in concessione ad Aspi, critiche al Governo anche da Pd e M5S Liguria

Costruzione nuovo ponte Genova

Genova | La “provocazione” politica più tranchant oggi in Regione Liguria in fondo è arriva dal capogruppo regionale della Lega, Franco Senarega: “Oggi di nuovo intrappolati in autostrada con 14 chilometri di coda e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, oltre a non rispondere a Regione Liguria per trovare una soluzione, ha annunciato che il nuovo Ponte di Genova sarà dato in concessione ad Autostrade per l’Italia. Dopo tante parole e pochi fatti, anzi nessun fatto concreto per Genova e la nostra regione, che cosa diranno ora il M5S e il Pd liguri? Attendiamo, anche in vista delle prossime elezioni regionali, la presa di posizione degli esponenti liguri di M5S e Pd”.

Dirette e indirette, le risposte degli interessati sono in realtà già circolate in giornata, sostanzialmente in linea con quando già più volte affermato nelle scorse settimane, con appelli rivolti anche ai “colleghi di partito” al Governo a Roma.

“Il M5S non permetterà che il ponte di Genova torni nella mani dei Benetton e di Aspi: la tragedia del Morandi ci ricorderà per sempre le loro vergognose inadempienze e i successivi, quasi goffi depistaggi per nascondere le loro responsabilità” hanno dichiarato il capogruppo regionale del M5S Fabio Tosi e il vicecapogruppo regionale Andrea Melis commentando la dichiarazione della ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli: “Un conto è un adempimento tecnico per consentire l’avvio della circolazione sulla rete, anche per rispondere alla petulanza con cui Bucci e Toti si lamentano di non sapere a chi consegnare il nuovo Ponte, altro invece concedere loro la gestione di un’infrastruttura eccellente, che siamo riusciti a ricostruire in tempo record grazie al decreto Genova e all’allora ministro del MIT Danilo Toninelli. Non vanifichiamo i sacrifici compiuti e certamente non infanghiamo la memoria delle 43 vittime del Morandi restituendo il nuovo manufatto a chi ha stroncato vite e messo in ginocchio un’intera città!”.

“Siamo dunque pienamente d’accordo con quanti, Crimi e Cancelleri in testa, invocano la revoca immediata, sebbene ora si debba procedere con un inevitabile adempimento dal punto di vista tecnico. Ma è indubbio che chi ha sbagliato deve andare a casa, come diciamo dall’agosto del 2018. Lo stallo che sta vivendo la Liguria in queste settimane è imputabile a chi, vale a dire Aspi, non ha fatto il proprio dovere. Perseverare nella volontà di restituire loro le autostrade italiane e il nuovissimo ponte sul Polcevera sarebbe a dir poco diabolico” hanno detto i due consiglieri del M5S.

Secondo i consiglieri del Gruppo PD in Regione Liguria, “con l’imminente consegna del nuovo ponte e con la scelta del Governo di inserire la Gronda tra le opere prioritarie per il rilancio dell’economia nazionale – insieme alla nuova Diga Foranea, il nodo ferroviario e il terzo valico -, Genova entra in una nuova fase dove l’assetto infrastrutturale svolgerà un ruolo decisivo”.

“In questo contesto – affermano i consiglieri del Pd – l’assegnazione ad Aspi del nuovo ponte, indicata oggi in via transitoria e sulla base delle attuali norme, è vissuta dai cittadini liguri come un atto contrario alla profonda e motivata sfiducia che esprimono nei confronti dell’attuale concessionario. Chiediamo quindi al Governo un atto di coraggio. Oggi Aspi è, confidiamo ancora per poco, il concessionario, ma se si vuole semplificare il Paese bisogna andare sino in fondo: chiediamo che il Governo inserisca immediatamente il ponte e le attività di interconnessione con la rete autostradale a una nuova struttura commissariale, che avrà in carico anche la Gronda, chiudendo la fase della ricostruzione e impegnandosi immediatamente nella fase del rilancio”.

“Si tratta di un intervento necessario e di un segnale politico importante anche per rispondere al clima che si è sviluppato a Genova e in Liguria dopo il crollo del Ponte Morandi e in seguito alla situazione in cui versa attualmente le rete autostradale della nostra regione” conclude il Partito democratico ligure.