Coronavirus, il punto in Regione Liguria e un appello alla responsabilità: “state in casa”

Toti: “Stiamo aumentando il numero dei laboratori a nostra disposizione per incrementare anche i tamponi, sia sul personale sanitario che non sanitario”

Genova porto antico da alta visuale

Genova | “L’appello che faccio a tutti è alla responsabilità: siamo noi i migliori controllori di noi stessi, state a casa” ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nell’odierna conferenza stampa di aggiornamento sui dati dell’epidemia da coronavirus (Vedi QUI: Coronavirus, positivi in Liguria 730 persone; 85 i pazienti in terapia intensiva, 1706 le persone in sorveglianza attiva).

RobertoMichels

“Stiamo aumentando – ha detto Toti – il numero dei laboratori a nostra disposizione per incrementare anche i tamponi, sia sul personale sanitario che non sanitario. Più ci sarà disponibilità ad utilizzarli meglio potremo capire l’andamento del contagio più in generale. La nostra task force epidemiologica ha previsto un lieve appiattimento della curva legata alla terapia intensiva, grazie alla riorganizzazione ospedaliera e alla sospensione degli interventi non necessari. Ora abbiamo più bisogno di posti di media intensità. In queste ore stiamo anche approntando strutture grazie alla collaborazione tra Protezione civile regionale e sistema sanitario: tra cui la nave GNV che ci verrà consegnata giovedì ed entrerà in funzione la prossima settimana, a cui si aggiunge la scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte e una RSA su Genova in viale Cembrano. E’ stato uno sforzo gigantesco. Ora abbiamo una dotazione di posti che è in grado di soddisfare esigenze. Tutto questo nella speranza che la curva del contagio cali nei prossimi giorni. Tutto dipenderà da come si comporteranno le persone”.

DPI E MISURE SANITARIE. Il presidente Toti ha comunicato che è previsto l’arrivo tra giovedì e venerdì di nuove dotazioni tecniche per garantire il fabbisogno in primis dei sanitari liguri. “L’effetto di protezione maggiore – ha detto Toti – si ha se si mantiene la distanza di sicurezza, cioè oltre un metro. Con questa precauzione si ha la certezza di non essere contagiati. Mantenere le distanze è il primo atteggiamento di salute. Pertanto chi è chiamato a lavorare lo faccia, ma chi può stare a casa stia a casa soprattutto nei prossimi giorni”.

L’assessore alla sanità Sonia Viale ha comunicato che verrà attivato domani il numero verde regionale 800 938 883 che sarà operativo da lunedì al venerdì dalle 9 alle 16 e sabato dalle 9 alle 12 con personale appositamente dedicato per fornire notizie di utilità e organizzative. “Bisogna utilizzare i numeri utili in modo corretto – ha ribadito Viale – per la salute e l’ausilio alle persone si deve chiamare il proprio medico di famiglia o il 112. Se si vogliono avere notizie su coronavirus si può comporre il numero del Ministero della Salute 1500”. Per quanto riguardala ricetta elettronica dematerializzata l’assessore Viale ha comunicato che “Alisa ha formalizzato un provvedimento che prevede l’iter della ricetta dematerializzata, per evitare l’affollamento presso gli studi medici, una procedura che entrerà nella pratica quotidiana dei medici di medicina generale e diventerà prassi nelle prossime settimane e che prevede l’invio nella casella e-mail della ricetta o l’invio di un codice sul telefonino”. L’assessore ha inoltre ricordato il servizio della ASL 3 Genovese che ha attivato un numero telefonico (010 8492479 – 3664347533) disponibile 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per le donne in gravidanza e allattamento. Un servizio di vicinanza particolarmente importante in un momento come questo”.

Il primario del reparto Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti ha comunicato la notizia positiva del primo guarito trattato col farmaco sperimentale anti-virale per l’HIV la cui terapia è iniziata il 7 marzo e che è pronto a tornare alla sua casa in Lombardia. “Abbiamo altri pazienti in trattamento – ha aggiunto Bassetti – e numerose sono le richieste alle case produttrici per i farmaci anti-virali sviluppati per il virus Ebola e per il farmaco inibente Tocilizumab”. “Complessivamente – ha aggiunto Bassetti – al San Martino i pazienti sono stabili, e ha invitato a non avere paura perché la paura può portare a scelte irrazionali come andare al pronto soccorso”.

Anche il responsabile prevenzione di Alisa Filippo Ansaldi ha sottolineato i numerosi posti di terapia intensiva che sono stati creati grazie alla riorganizzazione del sistema. Per questo ringrazio tutti i colleghi del dipartimento di prevenzione e le direzione sanitarie impegnati in uno sforzo importante che, per ora, garantisce una presa in carico ottimale dei pazienti”.

PROTEZIONE CIVILE REGIONALE. Oltre alla Rsa di Viale Cembrano a Genova che può ospitare fino a 50 persone che è già attiva, e all’ex ospedale militare Falcomatà della Spezia che è già funzionante e può ospitare 17 persone l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone ha comunicato che “sarà attivata il fine settimana la scuola di Polizia Penitenziaria di Cairo Montenotte che diventerà l’hub del ponente per persone in quarantena o dimissioni protette. Disporrà di 50 camere suddivise in cinque piani. Da lunedì potranno arrivare i primi pazienti che verranno suddivisi tra i 5 piani. La gestione sarà in capo alla ASL 2 Savonese e alla Protezione civile regionale. Nel frattempo prosegue il lavoro di allestimento della nave GNV in porto a Genova che dovrebbe essere operativa il fine settimana. Questo lavoro consentirà di sgravare gli ospedali consentendo di dimettere persone clinicamente guarite, ma che hanno bisogno di un periodo di accompagnamento prima di rientrare a casa. A bordo del traghetto Splendid di GNV continuano i lavori per trasformare le prime 25 cabine”. Per quanto riguarda poi i dispositivi di protezione individuale Giampedrone ha inoltre comunicato che giovedì mattina “arriveranno i nostri dispositivi derivanti da una nostra filiera dalla Cina che ci consentirà di avere 1 milione di kit completi nel giro di 20 giorni. Entro sabato mattina saranno 100.000 i kit sul territorio ligure. Una buona dose di respiro per un’emergenza nell’emergenza tenendo conto delle carenze a livello nazionale. Basti pensare che oggi avremmo bisogno di almeno 5.000 pezzi di mascherine Ffp2, ma ne sono arrivati 1300 dal coordinamento nazionale. La dice lunga sulla necessità di integrazione”.

GENOVA CITTÀ. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il sindaco Marco Bucci che ha lodato il comportamento dei genovesi che hanno diradato molto le presenze in città. “Ci hanno segnalato più persone nelle periferie – ha continuato Bucci – e noi abbiamo provveduto ad inviare la polizia locale per mandare i messaggi giusti”. Per quanto riguarda i cantieri il sindaco ha detto che “è nostra intenzione fare in modo che continuino a lavorare fornendo i Dpi e le protezioni necessarie”. Sul nuovo ponte Bucci ha rimarcato che “i lavori per la pila 10 e 11 proseguono e sono in linea con i tempi” e ha ringraziato tutte le aziende impegnate a farli proseguire “che hanno dimostrato grandi capacità di risolvere e superare i problemi”.


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