Liguria, Primarie centro sinistra: intervista a Massimiliano Tovo

di Francesco Canobbio – Domenica prossima, 11 Gennaio, si MassimilianoTovosvolgeranno le primarie del centro-sinistra per la scelta del candidato a presidente della Regione Liguria. Oggi conosciamo meglio uno dei tre candidati: Massimiliano Tovo.

RobertoMichels

(D) Chi è Massimiliano Tovo e perché si candida alle primarie del Centrosinistra ?
(R) Ho 43 anni sono il segretario regionale del Centro Democratico e ho ricoperto l’incarico di assessore al Comune di Sant’Olcese con deleghe al turismo, cultura, trasporti, politiche giovanili. Professionalmente mi occupo di web e comunicazione.
I prossimi cinque anni saranno determinanti per il futuro della nostra regione, non si possono fare errori. Devono essere adottate scelte innovative, lungimiranti in grado di far decollare nuovamente questo territorio ricco di potenzialità. Ed è questa consapevolezza che mi ha guidato alla candidatura alle primarie, con l’ambizione di poter contribuire a costruire un nuovo Centrosinistra in una collocazione geopolitica ben precisa.

(D) Il prossimo Presidente dovrà guidare la Regione verso il 2020, quali sono le sue linee programmatiche per rilanciare la Liguria?
(R) Oggi si raccolgono le firme per far uscire l’Italia dall’Euro, noi invece dobbiamo assicurare un processo inverso, ovvero entrare dentro l’Europa. L’Europa da molti viene intesa come tasse, burocrazia, limitazione delle prerogative nazionali, poco si è fatto invece per cogliere le opportunità che vanno dai finanziamenti alle leggi che scrivono un nuovo continente. La Liguria deve raggiungere l’obiettivo di Europa 2020, per tornare ad essere una regione competitiva e protagonista. Liguria 2020 vuol dire consentire alla nostra regione di uscire dalla crisi e di inaugurare un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva per stimolare la crescita ed occupazione in un moderno sistema di coesione sociale e territoriale.
– Perseguimento nuove infrastrutture come Gronda, Terzo Valico, Tunnel Fontanabuona, raddoppio linea Andora-Ventimiglia;
– Valorizzazione e ottimizzazione dei propri scali marittimi sostenendo il rilancio dell’economia portuale attraverso il riconoscimento dell’autonomia finanziaria;
– Turismo e cultura come motore di crescita e di sviluppo economico istituendo per esempio il primo distretto culturale creativo, investendo sul binomio cultura digitale;
– Nuova attenzione all’entroterra ligure per valorizzare una realtà unica nel suo essere, colpito sia dalla crisi economica, sia dal dissesto idrogeologico;
– Contrastare il rischio di catastrofe idrogeologica, investendo soprattutto nella cultura della prevenzione; su questo sono convinto che debba essere promosso Un piano strategico nazionale, come è stato studiato per la zona del Vesuvio, accingendo per esempio ai 10 miliardi di euro , dei fondi strutturali europei 2007-2013 , mai utilizzati;
– Istituire la piattaforma contro la povertà e l’emarginazione per contrastare i nuovi fenomeni in crescita davvero allarmante come ci confermano gli ultimi dati statistici.

(D) I dati sulla disoccupazione giovanile sono allarmanti, siamo la maglia nera tra le regioni del Nord, come può affrontare questa emergenza il Governo della Regione?
(R) Questo è un triste primato che dobbiamo immediatamente eliminare. Sicuramente serve una coesione tra Europa e Governo Nazionale per sostenere un new deal appositamente studiato per fronteggiare il fenomeno della disoccupazione.
La Regione dovrà investire nuove risorse per sostenere una migliore qualità della formazione professionale garantendo ai giovani una accesso competitivo nel mondo del lavoro.
Turismo, cultura, il made in Liguria rappresentano una realtà unica, dove non può mancare la regia della Regione. Occorre credere sino in fondo alle potenzialità degli Erzelli per realizzare il parco tecnologico dell’Europa, facendo diventare la Liguria polo attrattivo occupazionale.
In questo contesto non possiamo dimenticare l’importanza rappresentato dal mondo della ricerca e dell’Università di Genova: è doveroso invertire l’emorragia delle matricole , si sostenga il Campus universitario per lanciare l’Università degli studi di Genova sulla piattaforma internazionale.

(D) I cittadini, soprattutto quelli più delusi dalla politica, chiedono più trasparenza e partecipazione: quali idee ha in mente in merito?
(R) Il nemico numero uno è rappresentato dall’astensionismo dovuto alla grande delusione che la classe politica ha generato. Occorre promuovere una nuova stagione dove la partecipazione diretta non è ostacolata ma incentivata. Oggi si sta invece profilando un sistema democratico oligarchico per contrastarlo servono strumenti che obblighino a una trasparenza maggiore, che incentivino una partecipazione democratica e una nuova legge elettorale che introduca il limite di mandato elettorale.

(D) Lei si è definito il “terzo incomodo” perché scegliere Massimiliano Tovo rispetto a Cofferati e Paita?
(R) #ilterzoincomodo lo ha definito chi ha pensato di isolarmi all’interno di questo confronto politico. È stato molto grave aver limitato la mia partecipazione nel contesto delle primarie.
Votare Massimiliano Tovo significa scegliere un’alternativa vera e utile per costruire una coalizione responsabile e definita in un chiaro confine politico di centro e sinistra senza inquinamenti.

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