I Trafficanti di sogni conquistano Albenga

fieui– di Alfredo Sgarlato. Si è conclusa “Trafficanti di sogni”, la quarta edizione di Ottobre De Andrè, l’omaggio dei Fieui di Caruggi al leggendario cantautore genovese e al suo grande amico Don Gallo. Gran finale al Teatro Ambra. Sul palco Gino Rapa saluta il pubblico e Franco Fasano racconta il suo sogno di bambino, ovvero giocare come Rivera. Quindi si apre il sipario, con la grande foto della cantina dei Fieui e alcuni ospiti che, ci raccontano i due maestri di cerimonie, sono stati sequestrati in cantina in occasione dei precedenti loro concerti. Abbiamo Alberto Visconti e Florian Bua de L’Orage, ritrovati dopo i trascinanti concerti nell’ambito di Su la Testa e Albenga live, l’ingauno Davide Geddo, Danila Satragno, l’ottimo chitarrista Mauro Vero, il Maestro Franco Piccolo, la gentile presenza di Caterina Frola, Massimo Schiavon e Fabio Tessiore, che abbiamo apprezzato sabato scorso al museo Sommariva, primi di moltissimi ospiti.

fieui2Alberto Visconti sceglie due canzoni di Fabrizio, non tra le più strasuonate, bravo, ovvero “Se ti tagliassero a pezzettti” e “Amore che vieni amore che vai”, Davide Geddo racconta i suoi sogni e i suoi alter ego e canta l’ancora inedita su disco (speriamo ancora per poco) “Il funerale di Tristano”, Massimo Schiavon canta “Trafficanti di sogni”, inno della manifestazione, che ha composto di getto in un pomeriggio, Caterina Frola omaggia Faber con “Il pescatore”. Caterina è figlia di Paolo Frola, personaggio da noi di Albenga scoperto nell’edizione dello scorso anno e richiamato sul palco a furor di popolo. Frola è il medico condotto di Rocchetta Tanaro, scrive canzoni ironiche, non ha mai inciso un disco, e del resto su disco sarebbe impossibile catturare la verve che ha sul palco. Lui e Oscar Prudente, l’autore di “Pensiero stupendo”, giusto per citarne solo una, ci divertono con mille aneddoti.

frolaGli ospiti si susseguono: Shel Shapiro, ingauno di adozione, legge il messaggio di Martin Luther King, Enrico Maria Papes dei Giganti, con la sua inconfondibile voce baritonale canta due brani dal sua spettacolo, che interpreta insieme all’attore Riccardo Monopoli, dove le canzoni di De Andrè sono attualizzate rispetto all’oggi. Operazione blasfema? No, riuscita. Lo spirito di Fabrizio è conservato e apprezzerebbe queste versioni. Papes si cimenta anche alla batteria e duetta con Pape Gurioli, ottimo pianista che ha suonato tra gli altri con Giulio Capiozzo degli Area. Franco Fasano canta le sue canzoni e affida la splendida “Colpevole”, scritta per Nicola Arigliano, a Danila Satragno.

f3Si esibisce Cixi, ragazza già bravissima nel tenere la scena e di grande talento, ma con uno stile molto americano che non è nelle mie corde. Max Manfredi, di Faber amico ed erede spirituale, canta due canzoni dal nuovo album autoprodotto “Dremong”, col suo stile fuori dalle mode e pieno di poesia. Oscar Prudente canta “L’Africa”, scritta con Ivano Fossati. Sale sul palco anche Dori Ghezzi per il finale corale con “Mamma Dodori” a lei dedicata, Franco Piccolo intona “Ma se ghe pensu”, Mario Mesiano recita “A Livella” di Totò e tutti insieme, con gli allievi di Danila Satragno, cantano “Nel blu dipinto di blu”, per continuare ad essere trafficanti di sogni.

 

*Foto di Mary Caridi

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