Elezioni Albenga, la parte “oscura” dei candidati Sindaco: Pier Giorgio Giraldi (1)

di Sandra Berriolo – Per le amministrative di fine maggio ho pensato di fare una cosa un po’ diversa dal solito, esplorando la vita quotidiana dei sei candidati Sindaco ad Albenga. Ho posto una serie di domande – uguali per tutti – su argomenti vari; molte altre si potevano proporre, ma sarebbe diventato troppo lungo. Sarà per la prossima volta.

RobertoMichels

Da oggi dunque, ogni due giorni, leggerete un’intervista alla volta, ma naturalmente nessuno di loro sa ancora cosa hanno risposto gli altri: le interviste sono state infatti effettuate tra il 3 e il 10 aprile. Tutti e sei i candidati sono stati disponibili e simpatici; e tutto sommato credo che le risposte siano sincere… perché non davo loro tempo per pensare.

Le prime risposte, da Pier Giorgio Giraldi (1959), candidato Sindaco per la lista civica ViviAlbenga.

Nella foto: Pier Giorgio Giraldi sfoglia il libro "C'era un ragazzo che come me", di Sandra Berriolo
Nella foto: Pier Giorgio Giraldi sfoglia il libro “C’era un ragazzo che come me”, di Sandra Berriolo

– Come reagisci alle provocazioni? Senza veemenza o violenza; la assorbo, la medito e poi rispondo educatamente.

– Musica: Beatles o Rolling Stones? Beatles perché li ho seguiti di più ed è musica più tranquilla, la preferisco. Peraltro ascolto tutti i generi, dalla classica alla popolare; scanso solo la metal.

– Topolino o Paperino? Paperino perché è più simpatico: io mi metto sempre dalla parte dei perdenti e lui ha sempre bisogno di aiuto.

– Don Camillo o Peppone? Peppone, che ho anche interpretato nella vita reale: con Don Davide di Arnasco infatti spesso facevamo delle scenate in pubblico, ma poi ci aiutavamo e andavamo a cena insieme. Il Comune quando ero Sindaco gli aveva ceduto la parte retrostante la Chiesa in modo da aiutare tutta la comunità.

– Totò o Buster Keaton? Totò, come simbolo di italianità.

– Libri? Da ragazzo ho adorato le Tigri di Mompracen, per via dell’eroe senza macchia che combatte per i deboli. Ultimamente ho apprezzato alcuni libri sull’Afghanistan e “La città della gioia”.

– Film: a casa o al cinema? A casa in genere.

– Il primo film che ti ha colpito.“La moglie americana” visto, anzi sopportato, a Sanremo coi miei genitori: non era adatto ad un bambino e mi sono scocciato molto. Ma mi sono più avanti rifatto con “C’era una volta in America” che è in assoluto quello che preferisco; l’ho visto e rivisto ed ogni volta ci trovo qualcosa che prima non avevo notato.

– Genere preferito? Mi piace tutto: dal cinepanettone che mi fa ridere ai polizieschi.

– Chi vorrei essere in un film? Il personaggio che interpreta De Niro in “C’era una volta in America”, ovviamente.

– Sport praticato in passato. Il calcio, fino a fare un provino in serie D, nell’attuale Catania. Ma non mi passavano la palla, ero l’unico del nord e forse i ragazzi erano gelosi; là ho capito come funziona quell’ambiente e anche un po’ la vita. E attualmente? Il divano…

– Che tipo di tifoso sei? Tranquillo e ragionavole, mi arrabbio solo per le sviste arbitrali, non se gioca meglio la squadra avversaria.

– Cucina. Mi piace tutto, veramente, ma in particolare gli spaghetti ai frutti di mare. Ogni tanto invito gli amici e preparo io; la mia specialità sono le mezze penne con gamberi e zucchine oppure con asparagi o carciofi. Ho imparato a preparare la linea come i professionisti, in modo da avere tutto sotto mano, e a liberarmi di scarti e sporcizia man mano che cucino in modo da lasciare alla fine tutto pulito.

– Se fossi un dolce, quale? Non esisterei perchè non mi piacciono granchè; e poi son già dolce io!

Mare o montagna? Tutti e due anche se molto diversi per sensazione: dopo una giornata di lavoro una dormita al mare è piacevole; la montagna è fatica invece, ma in certi posti come le Dolomiti ti sembra di poter volare.

– Lavori di casa. Pochi e solo su ordine perentorio di mia moglie. Piccole riparazioni? Sono negato anche per quelle; mi arrabbio quando altri mi dicono “ma cosa ci vuole? È facile!”

rubricasandrahome1– Vino bianco o rosso o birra? Tutti vanno bene, tutti mi piacciono; dipende dal momento, ma sono in particolare affezionato alla birra che bevo con tutto.

– Stagione preferita. L‘estate: amo il caldo e il sole. Andrei a vivere a Panama.

– Animali. Mi piacciono quelli dei documentari; nella vita di tutti i giorni ho paura dei cani.

– Scuola: il primo giorno. Ero orgoglioso di quel grembiulino e del fiocco, mi sentivo come se avessi la prima divisa, quindi che ero grande; ero preoccupato di rovinarlo e stropicciarlo. Poi ho scoperto di non aver tanta voglia di andare a scuola, ma l’orgoglio di essere il primo della classe ha sempre prevalso.

– Rapporto con la tecnologia? Pessimo. Per motivi elettorali ho aperto il profilo su Fb e devo dire che ho fatto bene perché mi diverte e ci ho trovato vecchi amici che temevo perduti.

– Programmi tv. Film e aggiornamento politico tipo Ballarò, Santoro; pochissimo tutto il resto.

– Mezzo di trasporto preferito? La bici: Albenga si presta per usarla ovunque. È comoda, economica, la parcheggi ovunque e gratis e fai pure attività fisica.

– Cosa volevi fare da grande? Il piastrellista; il mio maestro diceva che quello che gli aveva fatto i lavori guadagnava un sacco di soldi. Poi anche il macellaio: avevo degli zii macellai e mi affascinava il taglio dei pezzi.

– Cosa hai fatto che non avresti mai pensato. La mia famiglia… nel senso che non avrei mai pensato che venisse così bene e sicuramente non è solo merito mio.

** Per leggere tutte le interviste ai candidati Sindaco, clicca qui.

* La Nonna del Corsaro Nero: la rubrica Corsara di Sandra Berriolo

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1 Commento

  1. A me è stato detto che sino al 27/04/2014 è vietato promuovere il voto per una lista o anche per un candidato sindaco, come pure per un candidato consigliere comunale.
    Se ciò è vero, perché c’è chi non rispetta tale regola e pure c’è chi gli presta il fianco, pubblicando le sue promo?
    E perché non c’è chi si fa notare perché lo sanziona e gli fa togliere tutto ciò che è abusivo?
    Forse per far notare alla gente – prendendo spunto da interventi come il mio – che vi è chi è disposto al rispetto delle regole e chi invece proprio no, fin dalla candidatura? A mo’ d’esempio?

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