Crescent 2, Di Tullio: “Visto che non si può tornare indietro, lavoriamo al meglio per Savona e per i suoi cittadini”

«Del Crescent 2 possiamo discutere in due modi, entrambi legittimi: o Livio Di Tullio1guardando a ciò che è stato oppure a cosa può diventare. Noi ne vorremmo discutere per cosa può diventare e provare a trasformare una operazione che ha diviso, in qualcosa che unisce, perché possiamo realizzare il nostro comune desiderio di futuro per la Città, negli spazi pubblici, nelle funzioni e nelle opportunità». Mentre le polemiche a Savona proseguono, a pochi giorni dalla presentazione in Giunta del progetto elaborato da Orsa 2000, ritorna sulla questione del Crescent il vicesindaco e assessore all’urbanistica Livio Di Tullio.

«Dell’operazione del Crescent si discute da molti anni», ricorda Di Tullio: «Prima che venisse autorizzata (stiamo parlando degli inizi degli anni ‘90, più di vent’anni fa) avevo molti dubbi sulla sua utilità: dubbi che, in parte, permangono. Ma le scelte, al tempo, sono state prese da altri amministratori, confermati dai Cittadini nelle elezioni comunali, e non avrebbe senso, oggi, riaprire un dibattito che nessun vantaggio porterebbe alla città. Guardo al presente constatando che il Porto e la Darsena sono integrati con successo nella vita di Savona».

«Oggi spetta a noi affrontare e “prendere in mano” il completamento del progetto, quello del Crescent 2, che, come ho detto, è già stato autorizzato. Noi non autorizziamo nulla rispetto al volume che si può già fare, semmai discutiamo la sua destinazione d’uso. Visto che non si può tornare indietro, allora lavoriamo al meglio per Savona e per i suoi cittadini. I risultati, finora, non sono mancati. In passato, ad esempio, abbiamo ottenuto la realizzazione del parcheggio dell’Arsenale, che non era prevista, e siamo riusciti a “togliere” il secondo cubo, che era previsto nel progetto originale, ottenendo la splendida area giochi, sempre molto frequentata. La realizzazione dello splendido contenitore culturale delle ex Officine Solimano ha dato una sterzata alla vecchia darsena riportando qualità degli spazi pubblici, cultura e giovani in una tra le aree più importanti della Città».

«L’impresa – prosegue il vicesindaco di Savona – ha l’obbiettivo di trasformare i volumi già autorizzati da Residence, Uffici e negozi a residenziale. I motivi a me paiono ovvi. È evidente che sul mercato queste destinazioni non avrebbero un particolare successo, anche per la particolarità della zona dove sorgerebbe l’immobile. Mentre siamo in presenza di un eccesso di locali destinati a commercio e a uffici, al residence, che in allora costituiva la “parte turistica” dell’intervento si può rinunciare solo se si realizza una “parte turistica” alternativa. Per questo il nostro obbiettivo è di richiedere al privato di recuperare l’Ostello della Gioventù sul Priamar. Anche per confermare una nuova filosofia della nostra Città che vede in quella zona l’interazione tra luoghi della cultura e giovani generazioni».

«In accordo con la Sovraintendenza abbiamo posto al privato l’esigenza di un deciso miglioramento degli spazi pubblici rispetto a quanto previsto a suo tempo e a quanto oggi sono obbligati a realizzare se la destinazione d’uso restasse RTA e Uffici. Sotto questo profilo il recupero del fossato del Priamar, come richiesto dal Consiglio comunale, l’inserimento di importanti alberature nella zona, i nuovi collegamenti pedonali, compreso il filare di alberi nella strada urbana che collega Corso Mazzini alla vecchia darsena, produce un risultato ben diverso e decisamente migliore rispetto a quanto immaginato finora. Infine, il cambiamento di destinazione d’uso produce anche la messa a disposizione in proprietà comunale di alloggi per le fasce più bisognose della popolazione. È un modo per ridistribuire. Concreto, non a parole», conclude Livio Di Tullio.