Sequestro Centrale Tirreno Power, Cobas: “Sembra di riassistere al caso ACNA o ILVA; a quando i risarcimenti?”

“Finalmente la chiusura dei gruppi a carbone della centrale di Vado Ligure cartello stop 00mette la parola fine ad anni di polemiche pretestuose”. È quanto sostiene la Confederazione Cobas Savona, secondo i quali “L’intervento della Magistratura è risolutivo”.

“È il Parlamento che deve approvare una legge che difenda salari e pensioni dei lavoratori, riammettendoli ad altre attività di tipo alternativo”, proseguono i Cobas: “Sembra di riassistere al caso ACNA. O al recente caso ILVA. Anni di lotte non sono stati invano. La Confederazione Cobas non ha mai avuto proposte intermedie, come la poco credibile metanizzazione”.

“Abbiamo avuto troppi morti e troppi malati: negli Stati Uniti, le centrali a carbone si misurano in numero di morti e di malati e non si aprono più da tempo. La politica ha sbagliato. Ma i risultati sono giunti. E noi ci chiediamo: quando i parenti dei morti saranno risarciti? Speriamo al più presto”, concludono i sindacalisti Cobas savonesi.

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1 Commento

  1. Nell’articolo qui sopra ci sono due passaggi che è possibile condividere:

    – Il primo è dove si afferma di “Polemiche Pretestuose”, come quelle che continuano a condizionare una serena valutazione delle cose, dopo magari essersi documentati sull’argomento, magri in Paesi (come per es. la Germania che produce ben OTTO VOLTE dfi più elettricità dal Carbone di quanto riescano a fare i ricchi e furbi italiani!

    – L’altro punto è dove si afferma che:
    “La Confederazione Cobas non ha mai avuto proposte intermedie, come la poco credibile metanizzazione”.

    In questo caso sembra che ci sia una sufficiente informazione a far aprire gli occhi sul tema. Infatti, in Italia abbiamo assurdamente convertito e costruito un’enormità di nuovi impianti alimentati a Gas (oltre 30.000 MW di potenza” che, però, NON possono lavorare e sono impiegati per circa il 20-25% della loro potenza installata perchè NON competitivi, vale a dire il Gas costa troppo!
    Infatti, proprio per questo, l’Italia cronicamente importa circa il 15% dei propri consumi elettrici dall’estero (Francia, Svizzera e Slovenia), finanziando così il lavoro all’estero, perchè noi italiani non siamo capaci neppure di produrre a casa nostra tutta l’elettricità che serve al benessere ed allo sviluppo del nostro Paese.

    Mettiamo allora da parte i pregiudizi e la disinformazione (che sono una grave malattia) ed impariamo da chi è più organizzato di noi nei Paesi più avanzati del Pianeta, a vantaggio di tutti.

    – L’altro punto è dove si afferma che; “

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