Diritti e cinema inclusivo europeo: ad Alassio una serata con Vladimir Luxuria

Sabato 21 agosto alle ore 21.30 Piazza Partigiani ad Alassio si tingerà dei colori del cinema inclusivo internazionale con una grande conoscitrice del genere.

cinema

Il Festival della Cultura di Alassio prosegue con nuovi grandi appuntamenti. Dopo Neri Marcorè, dopo Alberto Angela, il 21 agosto Piazza Partigiani ospiterà una serata dedicata al cinema inclusivo europeo con la direttrice del Lovers Film Festival – il più antico festival sui temi LGBTQI d’Europa e terzo nel mondo – Vladimir Luxuria. Insieme alla direttrice Luxuria si affronterà il tema del cinema inclusivo, argomento fortemente caldeggiato da tutte le più importanti organizzazioni cinematografiche mondiali e prima fra tutte dall’Academy di Hollywood.

Sono contenta di venire ad Alassio per un’iniziativa culturale così importante come il Festival e portare come direttrice artistica di Lovers un assaggio della nostra filosofia: l’inclusione. Come il cinema a livello europeo ha parlato dell’inclusione, i diritti  e la dignità, far conoscere per abbattere i pregiudizi, in particolare promuovere la sensibilità sul tema dell’omobitransfobia.” Vladimir Luxuria, direttrice artistica del Lovers Film Festival, dal 2005 integrato nel Museo Nazionale del Cinema e svoltosi quest’anno eccezionalmente a giugno.

Alassio ospita per la prima volta Vladimir: “Sarà un’occasione per conoscere Alassio e per confrontarmi in modo leggero, estivo e giocoso su un tema in realtà importante, ovvero come l’arte possa essere fondamentale per aprire il cuore e le menti alla conoscenza e dunque al rispetto dell’altro da te. Attraverso alcuni film meravigliosi (da Una giornata particolare a Tutto su mia madre passando per Querelle de Brest) parleremo di cinema, inclusione ed emozioni. Nello sfondo il mare simbolo di apertura, comunicazione, bellezza e immensità.”

Durante la serata infatti si parlerà di tematiche legate al mondo lgbt e verranno proiettate scene tratte da film quali “Una giornata particolare” di Ettore Scola, “Querelle de Brest” di Rainer Fassbinter, “Tutto su mia madre” di Pedro Almodovar, “Gamberetti per tutti” di Cedric Le Gallo, “The Danish girl” di Tom Hooper. Dopo l’apertura delle sale cinematografiche, ci aspettiamo anche l’apertura di certe menti: l’arte la cultura e il cinema possano contribuire a fare in modo che si smetta di avere la mente troppo chiusa. Questo è un festival che ha una grande speranza: l’abbattimento dei confini, degli spazi e dei pregiudizi. Speriamo di aprire un nuovo filone per le prossime edizioni.

Oggi, nel 2021, è assurdo che l’Italia si trovi ancora a parlare di omofobia: «Chi ostacola la legge Zan non è sincero, chi lo fa non dice qual è il vero motivo di opposizione» puntualizza Vladimir Luxuria.

Anche il padrone di casa si è pronunciato in merito alla connessione tra il festival e la politica e i diritti. Marco Melgrati, sindaco della Città di Alassio, si era già espresso mesi fa: “Alassio guarda avanti in tutti i sensi: non esiste che a oggi il dialogo si attesti su posizioni così intransigenti e prive di aperture. Noi all’interno del Festival della Cultura daremo voce il 21 agosto alla bravura di una professionista della cultura cinematografica che travalica i confini di luogo e genere.”


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