Far ripartire l’Italia, Pietro Salini a SkyTg24: piano vaccinale, piano per le infrastrutture, liquidità alle imprese e investimenti al Sud

lavoratori in un cantiere

“Dobbiamo far partire subito i progetti infrastrutturali di cui l’Italia ha bisogno, e trovare le risorse per finanziarli. Il Recovery Plan deve essere parte di un programma infrastrutturale più ampio. Se lo considerassimo come l’unica voce di spesa nel settore sarebbe recessivo, coprendo solo 32 miliardi di euro in sei anni, quando invece in tempi ordinari il bilancio statale alloca nello stesso periodo circa 90 miliardi”. Così Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild, in un’intervista a Sky TG24.

Ma prima di tutto, ha continuato Salini, è necessario procedere velocemente con il piano vaccinale, per mettere il Paese in condizione di ripartire, e per questo “ci siamo resi disponibili a supportare il piano vaccinale all’interno della nostra società, mettendo a disposizione personale e strutture. A livello imprenditoriale bisogna immettere immediatamente liquidità nel sistema, altrimenti il Paese non riparte. L’ art. 207 del Decreto Rilancio che prevede un anticipo di cassa alle aziende del 30% va reso subito eseguibile. Webuild collabora in Italia, sui principali 18 progetti, con una filiera di 7mila imprese, conosciamo bene le loro difficoltà di cassa. Cosi allo stesso modo conosciamo bene le difficolta connesse alla mancanza di un meccanismo di revisione dei prezzi nei contratti, il ferro negli ultimi 3 mesi ha modificato di 2 volte il prezzo. Non possono essere le imprese a rispondere dell’andamento dei prezzi internazionali delle materie prime. Dobbiamo proteggere le imprese se vogliamo metterle in condizione di funzionare e lavorare per il Paese”.

Un’emergenza che deve essere affrontata a livello nazionale e che non si limita ad una revisione del codice degli appalti. “L’attuale codice non ha mai funzionato – ha commentato Pietro Salini – e crediamo che sia molto più pratico utilizzare direttamente la normativa europea, completa, difensiva ed efficace, adottata da molti paesi europei senza modifiche, una normativa che può funzionare anche in Italia e ci renderebbe piu europei, piuttosto che procedere con nuovi ulteriori emendamenti al codice degli appalti”.

Un piano vaccinale esteso permetterebbe di far ripartire le attività produttive, incluse quelle del settore delle infrastrutture, penalizzato dal blocco di molte opere, il cui avvio potrebbe rappresentare un volano dello sviluppo economico ed occupazionale, come potrebbe essere il Ponte sullo Stretto di Messina. “Webuild è oggi tra i maggiori player di settore nel mondo, con la realizzazione di opere strategiche come il Canale di Panama, le dighe africane, e il treno ad alta velocità in Texas che il Gruppo è stato incaricato di progettare e realizzare negli Stati Uniti. Un Gruppo come il nostro potrebbe far partire da subito il Ponte sullo Stretto di Messina e farne un asse fondamentale di collegamento con la Sicilia, per rendere ancora più efficace il valore dell’alta velocità ferroviaria nel Sud Italia. Lo sviluppo infrastrutturale del Sud deve essere la priorità per il Governo. In una parte d’Italia con pochi progetti e investimenti in programma, il Ponte rappresenterebbe una svolta importante anche in termini di occupazione. In sei mesi potremmo aprire i cantieri e mettere all’opera 100mila persone, tra lavoratori diretti ed indiretti, che lavorerebbero concretamente per dare un futuro al Sud Italia. Fare questo collegamento è importantissimo per il territorio e per il Paese, e noi siamo pronti a partire”, ha concluso Salini.


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