Un anno di presidenza TPL Linea, Simona Sacone: ecco la donna al “timone” del trasporto savonese

Tra un anno l’affidamento in house del servizio, via libera alla progettazione di una mobilità sostenibile

Simona Sacone

Laurea in Ingegneria Elettronica e Dottorato di Ricerca in Ingegneria Elettronica e Informatica, ricercatrice e professoressa associata presso l’Università degli Studi di Genova, dove attualmente coordina un gruppo di ricercatori attivi sui temi dell’ottimizzazione e controllo dei sistemi di trasporto. Dal 2016 al 2019 è stata vicepresidente di TPL Linea s.r.l., fino alla nomina a presidente nel luglio del 2019. Simona Sacone, la donna al vertice del trasporto pubblico locale savonese, traccia un bilancio del suo primo anno e mezzo di presidenza, con lo sguardo proiettato al futuro e alle imminenti sfide nel settore.

Il suo primo anno da presidente di TPL Linea è stato su due fronti, un inizio di slancio e una seconda parte segnata dalla drammatica emergenza Covid… È così?

Sì, è così, la mia esperienza come presidente di TPL Linea è partita con la preparazione del percorso per l’affidamento in house, con la definizione di un piano industriale che prevede di mantenere tutti gli asset dell’azienda e migliorarli con un buon piano investimenti. Il piano industriale è stato completato ed approvato dagli enti soci, ma l’emergenza sanitaria ha richiesto di rallentare l’iter di affidamento in house per affrontare i temi urgenti di gestione della pandemia, in particolare il tema della sicurezza a bordo dei mezzi e il trasporto scolastico.

Come sta andando l’attuale situazione sul fronte flussi e della sicurezza sanitaria?

Stiamo svolgendo con continuità tutte le azioni di sanificazione dei mezzi per garantire la sicurezza, ma, certo, l’evoluzione della pandemia in questo momento non lascia tranquilli e le persone hanno ancora molto timore ad usare i bus di linea. La situazione, quindi, è ancora molto critica, con flussi e ricavi molto bassi a causa della ridotta mobilità delle persone.

Fondamentale sarà il fondo per il trasporto pubblico locale e una governance condivisa con i soci, il Cda e sindacati-lavoratori…

In questo momento abbiamo due priorità: la prima riguarda la necessità di superare il momento critico dovuto alla pandemia, con una gestione il più possibile attenta alla sicurezza sanitaria e ai conti. La seconda è, invece, legata ad una riorganizzazione complessiva del trasporto pubblico locale che deve diventare efficiente, flessibile e affidabile per riprendere la mobilità collettiva e, quindi, sostenibile per rispondere alle esigenze del territorio savonese. In entrambe le fasi il Fondo Nazionale Trasporti ha, ovviamente, un ruolo fondamentale e una sua revisione, anche prevedendo di riformarlo e non solo di ampliarlo, è cruciale. La condivisione, poi, con tutti gli attori e, quindi certamente con i soci proprietari dell’azienda e con i lavoratori, è necessaria; credo che fino a qui ogni passo di gestione sia stato ampiamente condiviso, a partire dal piano industriale, fino a tutta la gestione dell’emergenza Covid. Abbiamo sempre fatto il possibile per condividere il percorso e le scelte strategiche dell’azienda di trasporto.

Quando l’affidamento in house?

In questo momento il servizio di trasporto è stato concesso in proroga dall’ente affidante (la Provincia di Savona) a TPL Linea fino a fine 2021. I decreti di gestione dell’emergenza hanno prorogato i termini di attuazione dell’affidamento in house fino ad un anno successivo alla chiusura dell’emergenza. Stiamo comunque lavorando alla nuova governance, che dovrebbe avvenire nell’arco di un anno circa.

Si parla spesso di mobilità sostenibile, per TPL Linea e il savonese come attuarla?

Non ci può essere sostenibilità basata sulla sola mobilità privata, il percorso di ripresa delle forme di mobilità collettiva e condivisa deve quindi ripartire al più presto. Il primo passo verso la sostenibilità è quello di indirizzare gli utenti sempre più verso l’uso del trasporto pubblico che, come detto, deve fornire standard di massima qualità. Inoltre, per la provincia di Savona e TPL Linea è importante programmare una transizione verso modalità “pulite” di alimentazione dei mezzi. A questo scopo TPL Linea sta portando avanti la progettazione di una nuova mobilità elettrica del trasporto pubblico locale. Abbiamo presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un’istanza di finanziamento per alcune nuove linee ad alimentazione elettrica nel nodo savonese. Partiamo da qui per poi estendere il più possibile questa possibilità su tutto il territorio della provincia che vorremmo contribuire a rendere più “green”. Il Recovery Plan prevede ingenti risorse da destinare proprio alla mobilità sostenibile e TPL Linea punta ad essere protagonista di questo cambiamento.

Da qui ai prossimi 10 anni come immagina il trasporto pubblico locale?

Intanto spero riparta al più presto un utilizzo ampio del trasporto pubblico almeno ai livelli pre-Covid, poi immagino molti autobus elettrici, puliti e silenziosi, integrati a forme innovative come la micro mobilità. Immagino città e contesti urbani sottratti alle auto e restituite alle persone, alla mobilità attiva e condivisa, in cui ci si possa muovere facilmente, ma senza inquinare e a costi contenuti.

Un messaggio agli utenti e alla clientela…

Responsabilità è la parola chiave dei nostri tempi. Abbiamo bisogno di un uso responsabile dei mezzi e di una mobilità davvero consapevole nel nostro immediato futuro. Pubblico vuol dire “di tutti”, quindi disponibile per tutti, ma anche, di proprietà di tutti, usiamo bene il trasporto pubblico, rispettando mezzi e infrastrutture, per una mobilità responsabile e sostenibile.


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