Dpcm covid, aperti per chi? Se lo chiedono le aziende agricole e agrituristiche liguri

Cia Liguria: “Tra i nostri associati serpeggia lo sconcerto per una decisione irragionevole"

Aldo Alberto

Genova / Albenga | Mettere d’accordo le ragioni prioritarie di salute pubblica ed economia è andare alla ricerca della migliore quadratura del cerchio. Almeno a parole tutti si dicono d’accordo sulla necessità che “dobbiamo scongiurare il rischio di una terza ondata che potrebbe arrivare già in gennaio e potrebbe essere non meno violenta della prima e della seconda”, come espresso dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ma le polemiche sulle misure adottate dal governo per raggiungere il comune obbiettivo non sono mancate né mancano.

La casistica individuata per ridurre le occasioni di contagio limitando la mobilità è tra quelle che crea maggiori tensioni e qualche paradosso. Aperti per chi? Si chiedono ad esempio gli imprenditori delle aziende agricole e agrituristiche liguri dopo tanti investimenti fatti per la sicurezza e la salute delle persone. “È inspiegabile la limitazione degli spostamenti al solo Comune nelle tre giornate del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio – afferma Aldo Alberto, presidente di Cia Liguria -. Una visione ‘città centrica’ che colpisce tutte le aziende che hanno adottato regole, rispettato norme, riadattato locali e servizi anche con spese ingenti. Sembrano norme fatte solo per fermare i ‘soliti furbetti’ quando invece abbiamo corpi di vigilanza di grande competenza che sono in grado di effettuare i controlli”.

Secondo Cia Liguria si tratta di una scelta pensata per le grandi città ma insostenibile quando applicata alle decine di Comuni, molti con poche centinaia di abitanti, dove però sono collocate numerose attività agricole ed agrituristiche che subiscono una beffa: aperte ma irraggiungibili.

“La limitazione della Zona Gialla, comprendente il territorio regionale, pur penalizzante per chi come noi opera con molti turisti che provengono da fuori regione, è un limite comprensibile – aggiunge Aldo Alberto -.  Ma l’irrigidimento sui tre giorni festivi più significativi non ha motivazioni valide.  Queste decisioni rischiano di avere un effetto devastante sui bilanci delle aziende”.

“Anche perché i ricavi di queste giornate rappresentano oltre il 50% del fatturato di dicembre. “Tra i nostri associati serpeggia lo sconcerto per una decisione irragionevole – commenta Federica Crotti, presidente di Turismo Verde Cia Liguria che raggruppa numerosi agriturismi liguri -. Non si riesce a capire la differenza tra accogliere gli ospiti in una semplice domenica, oppure a Natale o Capodanno. Nessuno ha intenzione di stravolgere in quei tre giorni  le regole, dai tavoli solo per 4 persone alla capienza limitata, che le nostre imprese hanno sempre dimostrato di rispettare. Senza contare che con queste decisioni aumentano i rischi di assembramento nelle grandi città. Noi intanto abbiamo investito soldi, siamo aperti. Ma non arriverà nessuno”.