Raccolta differenziata, Federazione di Genova del Pci: “falliti gli obiettivi”

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Genova | “È ferma al 32,5/33% di raccolta differenziata nel 2020, perciò il Comune di Genova pagherà nuovamente una multa salata” sostiene la segreteria genovese del Partito Comunista Italiano. “Nel 2018 la multa era stata di 488.000 euro, soldi che il comune avrebbe potuto spendere a beneficio dei cittadini, che a caro prezzo pagano la tassa dei rifiuti. Nulla è cambiato ad oggi, anno 2020: stessa situazione con la raccolta differenziata ferma al 32,5%, l’ennesimo problema gestionale dovuto all’incapacità di dirigenti creati dalla partitocrazia attuale di destra e del precedente centro-sinistra rappresentato dal partito democratico. Dirigenti stipendiati dalle tasse dei cittadini che sono esausti di sentire le solite lamentele e tendono a giustificare l’attuale stato di cose”.

Secondo i militanti del Pci “Genova non può permettersi di fallire, i recenti processi rischiano di essere solo delle vetrine e non si riesce ad arginare o ad avere alcun impatto su una situazione generale che rimane desolante. L’ingresso di IREN comporterà la privatizzazione e porterà profitto solo alle cooperative sfruttate che stanno lavorando a Genova e provincia. Il sindaco Bucci e il governatore Toti sono complici come lo era l’ex giunta PD di questa situazione. IREN entrerà a far parte del gruppo AMIU con il 49%, impegnandosi a costruire per l’anno 2021 il termovalorizzatore, la parte più ricca nel settore ambientale”.

“I lavoratori hanno bisogno di certezze, le parole non servono: servono programmi in prospettiva futura e il mantenimento dei posti di lavoro. I sindacati aziendali e la RSU scrivono volantini di protesta ma poi tacciono con vergogna sui programmi aziendali Amiu. Serve un cambiamento di rotta! Come Partito Comunista Italiano faremo il massimo e ci adopereremo per far prendere coscienza ai lavoratori e ai cittadini di questa situazione” conclude la nota del Pci.