Because it’s in my blood, la prima personale in Italia dell’artista newyorchese Kennedy Yanko

Kennedy Yanko – Mostra Galleria Poggiali - Photo Michele Sereni
KENNEDY YANKO. Because it’s in my blood, 2020. Installation view at Galleria Poggiali, Milan. Photo Michele Sereni. Courtesy Galleria Poggiali

Milano | Da oggi fino al 20 novembre la Galleria Poggiali nella sua sede di Milano (Foro Buonaparte) presenta Because it’s in my blood, la prima personale in Italia dell’artista newyorchese Kennedy Yanko (St. Louis, 1988). Because it’s in my blood, è un omaggio a Betty Davis. Il titolo è preso in prestito dalla canzone F.U.N.K contenuta nell’album Nasty Gal del 1975.

“Simbolo di una generazione ed esempio di emancipazione sia per le donne che per la comunità afroamericana, Betty Davis, attraverso la sua musica, ha espresso la volontà di non dare per scontate le regole imposte da una società basata su principi ingiusti, gridando la sua indipendenza e insistendo nel continuare a vedere il mondo per come lei lo vedeva e non come gli altri pensavano dovesse vederlo. Ora ritorna più attuale che mai la necessità di essere liberi, di esprimere sé stessi senza censure. Censurare qualcosa solo perché non si è in grado di comprenderlo significa privarsi, sia individualmente che collettivamente, di crescita, turbamento e messa in discussione”.

In mostra nella galleria milanese, sette nuove produzioni, frutto di una ricerca in relazione alla combinazione di metallo di riuso e lattice dipinto che l’artista porta avanti da alcuni anni; opere di dimensioni variabili, dalle più piccole, Jimmie e Space che possono essere osservate nella loro interezza, alla più grande Crow, che occupa una parete intera. I titoli delle opere si ispirano alle parole usate da Davis, personificando gli elementi della vita della cantante e amplificando il rapporto che intercorre tra le opere. Anche se queste forme astratte potrebbero non richiamare immediatamente le immagini dell’era FUNK, la loro ambiguità nel contesto di Betty Davis consente agli spettatori di esplorare le riflessioni che sorgono nel pensare a questa icona femminile sottovalutata e alle opere di Yanko. In occasione della mostra verrà realizzato un volume edito dalla Galleria Poggiali che include un testo critico dello scrittore e curatore newyorchese Cristian Viveros-Fauné.

Kennedy Yanko (St. Louis, 1988; vive e lavora a Brooklyn) è un’artista visuale che lavora principalmente con metalli di riuso e lattice dipinto. Si è formata presso il San Francisco Art Institute. La sua ricerca si concentra sull’ambiguità della percezione e sull’importanza dell’astrazione come strumento di conoscenza. Dal debutto delle sue prime sculture “Elements and Skin” nella mostra collettiva curata da Derrick Adams Hidden in Plain Sight presso il Jenkins Johnson Project Space, Brooklyn, NY, (2017), Yanko ha esposto regolarmente in gallerie e fiere nazionali e internazionali. Fra le sue recenti mostre: Highly Worked, alla Denny Dimin Gallery di New York; Hannah presso Kavi Gupta a Chicago e Before Words presso l’UICA a Grand Rapids, (2019), in contemporanea alla mostra Because it’s in my blood, Yanko presenta SALIENT QUEEN, presso la galleria VIELMETTER LOS ANGELES. Ha esposto nella collettiva Cry of Victory and Short Walks to Freedom come parte del progetto nazionale di Hank Willis Thomas For Freedom (2018), ed è stata invitata ad esporre con Parallels and Peripheries al Museum of Contemporary Art di Detroit (2019). I suoi lavori fanno parte della JP Morgan Chase Collection, e nelle collezioni di Beth Rudin deWood e Helyn Goldenberg. Nel 2018 è stata nominata “Artist of the week” dalla rivista Milk durante la Armory Week.


From 24 September to 20 November 2020, the Poggiali Gallery presents, Because it’s in my blood, New York artist Kennedy Yanko’s first solo show in Milan. Because it’s in my blood is a tribute to Betty Davis and the prowess she embodied. The title, selected from F.U.N.K, a track featured in Betty Davis’ 1975 album Nasty Gal, alludes to Davis’ determination to be who she is, and her unwillingness to be otherwise. Eicht new works –the outcome of Yanko’s years-long investigation into found metal and paint skin– are now on view in the gallery. Smaller works, like Space and Jimmie, are freestanding sculptures that allow for a birds-eye view, while Yanko’s largest work, Crow, demands an entire wall. Each work’s title draws upon words from Davis’ vernacular, personifying elements of the singer’s life and furthering the relationship among the pieces. While these abstract forms may not immediately recall images of the FUNK era, their ambiguity in the context of Betty Davis allows viewers to explore thoughts that arise in thinking about this underappreciated female icon and metal and paint skin works. The show will be accompanied by a catalogue published by Galleria Poggiali complete with a critical essay by New York-based writer and curator, Cristian Viveros-Fauné.