Genova: concluso il restauro del Chiosco delle rose

Tra gli scenografici giochi d’acqua del Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli, nuova linfa per il gazebo in ferro e legno Chiosco delle Rose

Genova Pegli - Lago grande - Villa Durazzo Pallavicini
Nella foto: Lago grande nel Parco di Villa Durazzo Pallavicini (Genova Pegli)

Genova | Presentato oggi l’intervento di restauro, da poco concluso, del Chiosco delle Rose – il gazebo in ferro e legno che è nucleo centrale dei famosi giochi d’acqua del Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli – reso possibile grazie ai 12.000 euro messi a disposizione da FAI – Fondo Ambiente Italiano e Intesa Sanpaolo nell’ambito del progetto “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare.

Nel 2018 grazie all’impegno dell’Associazione di promozione sociale “Amici di Villa Durazzo Pallavicini” – parte integrante dell’ATI Villa Durazzo Pallavicini che dal 2016 ha in concessione il bene – la Villa e il suo magnifico giardino, premiato nel 2017 come “Parco più Bello d’Italia”, sono stati votati da oltre 10.000 persone in occasione della nona edizione de “I Luoghi del Cuore”. Tra queste, tanti pegliesi e genovesi, ma anche classi intere di alunni delle scuole elementari, medie e superiori, oltre a turisti e visitatori che sono stati ben lieti di contribuire a far diventare il sito un “Luogo del Cuore” del FAI, il più votato nella classifica ligure; hanno partecipato all’iniziativa anche numerosi stranieri, entusiasti di poter concorrere alla salvaguardia di un luogo tanto complesso e unico. Questo significativo risultato ha permesso all’Associazione “Amici di Villa Durazzo Pallavicini” di partecipare al Bando per la selezione degli interventi che il FAI lancia dopo ogni edizione del censimento, presentando il progetto di restauro del Chiosco delle Rose che è stato valutato idoneo e ha così ottenuto ilfinanziamento.

Il giardino di Villa Durazzo Pallavicini, realizzato alla metà dell’Ottocento per volere del marchese Ignazio Alessandro Pallavicini su progetto dell’architetto e scenografo Michele Canzio, rappresenta un raro esempio di parco scenografico teatrale a carattere filosofico-massonico. Realizzato sulle pendici di una impervia collina prospiciente il mare, si estende per otto ettari interessati da un percorso lungo oltre due chilometri e mezzo durante il quale si snoda un racconto romantico che vede il visitatore stesso trasformarsi nel soggetto principale della trama. Il tutto strutturato su uno schema compositivo derivato dalla tragedia greca e dal melodramma che comprende un Prologo, un Antefatto e poi tre Atti, ognuno composto da quattro scene con un lungo e divertente Esodo finale. Tra architetture in stile neoclassico, neogotico, moresco, cinese e rustico, laghi, cascate e ruscelli, statue e arredi da giardino e una vegetazione lussureggiante, oggi punteggiata da individui arborei monumentali e dal gruppo di camelie più antico ed esteso d’Italia, si ha la possibilità di incontrare la Natura, la dea Flora e la dea Diana, il Capitano del Castello e i suoi castellani, Caronte e il Coccodrillo; tutto in una sorta di fiaba che ancora oggi riesce a rapire la mente e a deliziare il cuore.

Genova Pegli - Chiosco delle Rose in Villa Durazzo Pallavicini
Nella foto: il Chiosco delle Rose nel Parco di Villa Durazzo Pallavicini (Genova Pegli)

L’intervento realizzato grazie al contributo “I Luoghi del Cuore” ha interessato proprio una parte dell’Esodo e precisamente il Chiosco delle Rose, un gabinetto di verzura composto da un bellissimo padiglione in ferro battuto che contiene al suo interno una stanza a cielo aperto perimetrata da una boiserie in legno a piccole persiane. Se il treillage ha il compito di generare l’idea di un volume che in realtà volume non è, la stanzetta, caratterizzata da un prezioso pavimento in sassi bianchi e neri di mare grossi non più di un confettino, è il luogo nel quale si realizzano i primi giochi d’acqua dell’Esodo, divenuti famosissimi nell’Ottocento e riattivati durante l’ultimo restauro. Il restauro della boiserie in legno è stato fondamentale per ripristinare la logica teatrale del gioco d’acqua che può funzionare solo sei i visitatori si dividono tra chi sta fuori e chi sta dentro.

Oggi, dunque, il Chiosco delle Rose viene inaugurato ed è nuovamente aperto e visibile al pubblico. Nelle giornate di sabato 25 e domenica 26 luglio i visitatori del Parco potranno nuovamente godere dello spettacolo straordinario dei giochi d’acqua. Per l’occasione, oltre al consueto biglietto ridotto per i genovesi, gli iscrittiFAI

presentando la tessera in corso di validità alla biglietteria del Parco – potranno usufruire dello stesso sconto sull’ingresso al Parco (8€ anziché 10€). Per tutti, come una grande festa, sarà gratuita la partecipazione alla visita con i giochi d’acqua, che si ripeterà anche il giorno di ferragosto.

Gli architetti Silvana Ghigino e Fabio Calvi, direttori del Parco e progettisti dell’intervento spiegano le motivazioni della scelta del restauro di questo specifico elemento: “Il Chiosco delle Rose, primo elemento dell’Esodo, fa ancora parte della grande scena del Lago Grande, ossia della rappresentazione del paradiso al quale giunge il visitatore dopo aver vissuto vicissitudini esoterico-filosofiche nelle altre parti del parco. Vedere questa raffinata composizione deturpata da un degrado totale della sua parte in legno è stato un dispiacere per anni, anche per il pubblico in visita. L’intervento ha reso possibile anche la sistemazione del treillage, che non aveva più ricevuto ripristini dal lontano 1992, e il rifacimento dei rubinetti che permettono alla guida di azionare i giochi d’acqua con comodità e senza essere troppo notata dal pubblico. Inoltre per i nostri giardinieri è stato occasione per prendersi cura della vecchia Rosa banksiae, nel tempo rimasta ‘imprigionata’ dai suoi stessi rami secchi che soffocavano il padiglione e rendevano poco vigorosa la vegetazione.”

Soddisfazione nelle parole di Margherita Conrad, Presidente dell’Associazione Amici di Villa Durazzo Pallavicini: Essere riusciti a portare nel 2018 il nostro amato parco al primo posto della classifica dei ‘Luoghi del Cuore’ della Liguria per noi è un grande onore e un piacevole successo, non solo per il finanziamento ottenuto ma soprattutto perché è il segnale dell’interesse che questo imponente e storica area verde suscita nuovamente verso il pubblico. I documenti d’archivio testimoniano che nell’Ottocento questo giardino richiamava turisti da ogni parte d’Europa e anche dall’America. Era famosissimo, tanto da contare già allora

25.000 visitatori all’anno. I giochi d’acqua erano tra le attrattive più apprezzate e il Chiosco delle Rose con il suo ‘scherzo per i curiosi’ ne era il simbolo. Ringraziamo il FAI per il sostegno che ci ha dato e ci prepariamo ad affrontare la sfida del nuovo censimento, attualmente in corso.

Commenta la Capo Delegazione FAI di Genova Sonia Asaro: “Un luogo, il Parco di Villa Durazzo Pallavicini a Genova Pegli, votato e rivotato in diverse edizioni del censimento ‘ I Luoghi del Cuore’ a conferma dell’amore dei visitatori per la sua bellezza. Ringraziamo l’Associazione di promozione sociale ‘Amici di Villa Durazzo Pallavicini’ e la Direzione del Parco per l’impegno quotidiano nella tutela e nella promozione di questo sito straordinario, rinnovando il desiderio di future collaborazioni. L’amore per i tesori d’arte e natura del proprio territorio è ciò che più avvicina le persone alla nostra Fondazione, permettendole di continuare nella sua opera di cura, sensibilizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, anche attraverso progetti come ‘I Luoghi del Cuore’ e le Giornate FAI”.

La Madre Loggia Capitolare Trionfo Ligure, la più antica loggia massonica operativa del G.O.I. ha riconosciuto nel Chiosco delle Rose un luogo simbolico di profondo significato in quanto legato all’interpretazione che la stessa massoneria esprime per il tempio in cui svolge i propri rituali, luogo senza spazio né tempo la cui descrizione è di un ambiente chiuso ma senza alcuna copertura poiché sita sotto il cielo stellato e quindi riferito all’infinito. È orgogliosa di aver potuto partecipare insieme al FAI e agli “Amici di Villa Durazzo Pallavicini” al restauro di questo padiglione che pur nelle sue dimensioni contenute si svela ad una interpretazione esoterica profonda e affascinante.