Caos autostrade Liguria: presidente Toti firma esposto a Procura e sollecita Ministero

Toti: "chiediamo tavolo per quantificazione dei danni in via bonaria entro pochi giorni; chiesto anche l’intervento della Conferenza regioni”

Presidente Regione Liguria Giovanni Toti firma documento

Genova | “Una delle peggiori giornate che la Liguria ha vissuto in queste settimane già difficili” ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti presentando oggi una serie di ultimatum e di misure “belliche” avviate nei confronti di Autostrade e del Mit.

“Tutti si stanno rendendo conto della gravità della situazione sul nostro territorio, ad esclusione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, accompagnato, e questa è una grande delusione, da alcuni gruppi di opposizione locali” afferma Toti. “Cosco lascerà il porto di Genova, gli autotrasportatori vogliono organizzare un blocco di protesta, terminalisti e spedizionieri minacciano cause, Camera di commercio e imprenditori chiedono un incontro urgente al Prefetto. In questa situazione così drammatica e complessa il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, oltre a non aver ottemperato a una nostra ordinanza (fatto che configura un reato penale) non ha dato segnali neppure oggi, in una giornata drammatica per il traffico e anche per la sicurezza, segnata da un grave incidente. Unico fatto positivo, Autostrade ha fatto sapere che l’intera rete ligure sarà gratuita. Un’iniziativa che non può minimamente compensare i danni economici che stiamo subendo e la mancanza di sicurezza. L’amministratore delegato di Aspi, Roberto Tomasi, si è detto disponibile a un tavolo per cambiare il piano di lavoro, ma dal Ministero, ancora una volta, non è arrivata alcuna risposta”.

“La situazione sta diventando intollerabile – prosegue Toti – e per questo oggi ho assunto tre atti ufficiali:

– Esposto alla Procura della Repubblica di Genova che sottolinea la non ottemperanza alla nostra ordinanza di tre giorni fa da parte del Ministero, e l’insufficienza del piano strutturale sulla manutenzione delle gallerie sul piano della sicurezza funzionale del traffico, come evidente dai reiterati allarmi, che arrivano dal 118 e dalle strutture ospedaliere, sull’enorme difficoltà dei trasporti sanitari e di emergenza; (vedi QUI il documento)

– Diffida al Ministero in cui chiediamo un tavolo entro sette giorni per quantificare in via bonaria il danno economico patito dalla nostra regione, al termine dei quali abbiamo già dato mandato agli uffici legali di quantificare il danno e agire a tutela degli interessi del territorio, interessi di sicurezza, di immagine, economici e sociali. Molti insistono sulla presunta responsabilità delle regioni su quanto sta accadendo, ma anche se l’articolo 117 della costituzione prevede che le grandi reti di trasporto siano materia concorrente tra Governo centrale e regioni, le concessioni del Ministero delle infrastrutture non sono attaccabili in alcun modo dalle istituzioni del territorio: non riceviamo neanche per conoscenza le comunicazioni tra concessionario e concedente. A seguito del crollo del Ponte Morandi ci è stato addirittura negato di mandare nostri ispettori e consulenti tecnici di parte a ispezionare i cantieri; (vedi QUI il documento)

 – Lettera alla Conferenza delle regioni per inserire già nella seduta di giovedì prossimo un punto nell’ordine del giorno sulla situazione infrastrutturale della Liguria (vedi QUI il documento): l’assenza di interlocuzione con il Ministro dei trasporti viola il principio di leale collaborazione istituzionale tra gli enti, è gravemente lesivo dei rapporti tra regioni e Governo centrale. Chiedo alla Conferenza delle Regioni di assumere tutti gli atti necessari a ripristinare un corretto dialogo con il Ministero. Mentre il Governo sta predisponendo un decreto sulla semplificazione e ha annunciato un piano infrastrutturale denominato ‘Italia Veloce’ (che da queste parti suona francamente un poco sarcastico), non c’è stato alcun confronto con le regioni nel loro complesso. Non abbiamo mai potuto discutere delle infrastrutture che ci riguardano – conclude Toti – è scorretto e offensivo”.