Emergenza Russia, Verdi-Ev: “Gravissimo disastro impone uscita da fonti fossili”

“si tratta dell’ennesima catastrofe ambientale che dimostra la pericolosità delle fonti fossili, per giunta in un Paese il cui Presidente è convinto che i cambiamenti climatici non siano causati dall’uomo"

Spiaggia navi

Genova / Roma | “Le notizie che arrivano dalla Russia circa le 20 mila tonnellate di petrolio sversate in un fiume siberiano che stanno ora contaminando l’Artico sono drammatiche” dichiarano Elena Grandi, co-portavoce dei Verdi e Angelo Bonelli, coordinatore esecutivo Verdi, entrambi esponenti di Europa verde : “si tratta dell’ennesima catastrofe ambientale che dimostra la pericolosità delle fonti fossili, per giunta in un Paese il cui Presidente è convinto che i cambiamenti climatici non siano causati dall’uomo, spingendosi fino a negarne l’esistenza”.

“Con queste premesse e considerati i comportamenti della Russia in occasione di altre catastrofi ambientali, ci permettiamo di essere scettici sulle effettive azioni volte a limitare i danni, seppur in presenza della dichiarazione di stato di emergenza. Dobbiamo costruire un Piano energetico che abbia come obiettivo l’abbandono delle fonti fossili e raggiungere entro il 2050 100% energie rinnovabili. Utilizzare le fonti fossili significa incrementare la CO2 presente in atmosfera, dunque generare quel surriscaldamento che porta allo scioglimento del permafrost: l’Italia faccia subito la sua parte, – concludono Grandi e Bonelli, – dirottando i 19 miliardi di sussidi ai fossili verso energie rinnovabili e creare 2 milioni di posti di lavoro nei prossimi 5 anni dall’economia circolare.”


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