Regione Liguria, Gruppo Pd: “ordinanza Toti genera caos e confusione; la Regione si occupi di come arrivare al meglio al 4 maggio”

"Allentare la guardia in questo contesto è una scelta irresponsabile, perché potremmo rapidamente trovarci punto e a capo, azzerando gli sforzi fatti in questi mesi"

bandiere del Partito Democratico

Genova | Polemica sull’ordinanza regionale 22/2020 promulgata domenica. Secondo i consiglieri del Gruppo Pd in Regione Liguria “l’ordinanza di Toti, ancora una volta, genera solo confusione e caos. A questo punto nessuno riesce a capire quale sia la norma a cui fare riferimento: se quella regionale o più ragionevolmente il Dpcm del Governo. Un’ordinanza analoga della Regione Lombardia è stata appena impugnata dal Tar”.

“L’unica certezza – proseguono i consiglieri regionali – è che grazie a quest’ennesima trovata elettorale della Giunta in piena emergenza a pagarne le conseguenza saranno i liguri. A cominciare da chi è chiamato ad applicare le norme e che oggi si trova in forte imbarazzo come gli operatori di pubblica sicurezza e i sindaci, che in diversi casi stanno stanno adottando ordinanze più restrittive che rinviano ai Dpcm. I cittadini invece rischiano di prendere multe a raffica.

“Se Toti avesse davvero voluto dare una mano al sistema produttivo ligure avrebbe dovuto lavorare su due elementi di stretta competenza regionale e determinanti, in preparazione dalla fase 2, prevista a partire dal 4 maggio: profilassi e mobilità e quindi sanità e trasporti. Da una parte, infatti, è fondamentale garantire che coloro che torneranno al lavoro tra una settimana siano negativi al test e dall’altra che il sistema di trasporto pubblico sia pronto ad accogliere i pendolari e non vada in tilt. Toti non ha fatto nulla di tutto questo”.

“Quest’ordinanza serve solo a deviare l’attenzione dall’emergenza sanitaria ancora molto preoccupante nella nostra regione, come dimostrano i dati sulla mortalità, la letalità e i nuovi contagi. Allentare la guardia in questo contesto è una scelta irresponsabile, perché potremmo rapidamente trovarci punto e a capo, azzerando gli sforzi fatti in questi mesi. Questo sì che sarebbe il disastro perfetto” conclude la nota del Pd.